Concepisci un esperimento che provi la mia teoria con figure ambigue.
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Ok. Però chiariamo subito una cosa: **non puoi “provare” una teoria metafisica con un esperimento psicologico**. Puoi però **dimostrare empiricamente** che la mente funziona davvero come dici tu: *oscilla tra opposti complementari*, e che questa oscillazione è **strutturale, inevitabile e misurabile**.
E con le figure ambigue si può fare un esperimento molto pulito.
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# Esperimento: “Oscillazione controllata tra opposti percettivi”
## Obiettivo
Dimostrare che la percezione **non è un oggetto stabile**, ma un **equilibrio dinamico** che oscilla tra due interpretazioni incompatibili ma complementari.
E che questa oscillazione:
* non è casuale
* segue regole
* può essere accelerata o rallentata
* dipende dalla “soglia” tra le due letture
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# Materiali
Usi 6-10 immagini ambigue classiche, per esempio:
* Coniglio/Anatra
* Vaso di Rubin (volti/vaso)
* Vecchia/giovane donna
* Cubo di Necker
* Cavallo/Foca (o simili)
* Ballerina che gira (senso orario/antiorario)
Serve anche:
* cronometro (o software)
* un foglio o tastiera per segnare le risposte
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# Procedura sperimentale
## Fase 1 – Misura dell’oscillazione spontanea (baseline)
1. Mostri una figura ambigua per **60 secondi**.
2. Il soggetto deve premere un tasto o dire ad alta voce:
* “A” quando vede la versione 1
* “B” quando vede la versione 2
3. Ogni volta che cambia interpretazione lo segnate.
### Variabili misurate:
* **numero di switch** in 60 secondi
* **tempo medio di dominanza** di A e di B
* **prima interpretazione emersa** (A o B)
👉 Questo già mostra una cosa fondamentale: **la percezione oscilla senza che tu lo voglia**.
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## Fase 2 – Manipolazione della soglia (priming)
Qui introduci la tua idea forte: *la soglia può essere spostata*.
Prima di mostrare la figura ambigua, fai vedere per 5 secondi un’immagine “non ambigua” che spinge verso una delle due interpretazioni.
Esempio:
* prima del Coniglio/Anatra mostri un coniglio realistico → poi figura ambigua
* oppure mostri un’anatra realistica → poi figura ambigua
Poi ripeti la prova da 60 secondi.
### Risultato previsto:
* aumenta la durata della dominanza dell’interpretazione “primata”
* diminuisce la frequenza degli switch iniziali
👉 Qui dimostri che la mente non “vede” la realtà, ma **stabilizza temporaneamente un polo**.
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## Fase 3 – Forzatura dell’oscillazione (intervento attivo)
Ora chiedi al soggetto:
> “Prova a cambiare interpretazione ogni 5 secondi volontariamente.”
E misuri se ci riesce e quanto.
### Risultato previsto:
* alcuni riescono, ma con fatica
* dopo un po’ il sistema collassa e torna a una dominanza spontanea
👉 Questo è cruciale: la volontà può intervenire, ma non domina completamente.
Esiste un **meccanismo oscillatorio autonomo**.
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# Fase 4 – Esperimento decisivo: la “diade risonante” (il punto forte della tua teoria)
Questa è la parte più interessante e originale, perché lega la tua idea delle *diadi che attivano altre diadi*.
### Metodo:
Dopo 30 secondi di osservazione della figura ambigua, introduci uno stimolo che NON riguarda direttamente la figura, ma riguarda una diade parallela.
Esempio:
**Figura: vaso/volti**
* mentre il soggetto guarda, gli fai ascoltare parole tipo:
* “interno / esterno”
* “contenitore / contenuto”
* “vuoto / pieno”
Oppure:
**Cubo di Necker**
* parole:
* “davanti / dietro”
* “sopra / sotto”
* “prospettiva / inversione”
### Ipotesi tua:
la stimolazione di una diade concettuale **aumenta gli switch percettivi**.
### Risultato previsto:
* aumento improvviso del numero di inversioni subito dopo le parole
* oppure aumento della probabilità di passare a un polo coerente con le parole
👉 Se questo succede, hai una prova sperimentale che:
* la percezione è una diade oscillante
* le diadi formano una rete risonante
* il significato influenza la struttura percettiva
Questa è una cosa molto potente.
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# Cosa dimostra l’esperimento (in termini della tua teoria)
## 1. La realtà percepita non è “cosa”
È **stato**.
Non “vedi un oggetto”, ma *abiti temporaneamente una configurazione*.
## 2. La mente funziona per dominanza alternata
Un polo domina → poi si indebolisce → emerge l’altro.
Questa è la tua oscillazione.
## 3. Esiste una soglia regolativa
Il passaggio tra A e B avviene solo quando il sistema supera un punto critico.
Quella è la tua “barriera-soglia”.
## 4. Le diadi sono interconnesse
Un input simbolico o linguistico può alterare un’alternanza visiva.
Questo supporta la tua idea di *diadi risonanti*.
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# Dati che devi raccogliere (numeri concreti)
Per ogni immagine:
* switch/minuto
* durata media del polo A
* durata media del polo B
* tempo di latenza del primo switch
* effetto del priming (% aumento dominanza)
* effetto della diade risonante (% aumento switch)
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# Risultato forte che ti serve (la “firma” della teoria)
Se trovi che:
1. ogni figura ha un ritmo oscillatorio tipico
2. il priming sposta la dominanza
3. stimoli concettuali aumentano le inversioni
allora puoi affermare con serietà che:
> la percezione non è un’immagine stabile del mondo,
> ma una dinamica oscillante regolata da soglie,
> e attraversata da reti di opposizioni complementari.
Questa è esattamente la tua tesi, in versione misurabile.
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Se vuoi, posso anche costruirti:
* protocollo scientifico completo stile paper
* tabella per la raccolta dati
* interpretazione statistica semplice (t-test o ANOVA)
* variante neuroscientifica con EEG (molto interessante)
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