E' in atto una guerra informativa tra chi vuole accusare Trump di pedofilia e chi vuole difenderlo. La Rete è invasa da immagini di Trump in compagnia di bambine e di Epstein, e da documenti di donne che dicono di essere state quelle bambine. E lo stesso Trump ha sempre detto come ci si approccia alle donne... E' difficile credere che sia un angioletto. Tutti conosciamo la sua prepotenza. E non ci meraviglieremmo che fosse un predatore anche sessuale. La valanga delle immagini è impressionante. Le ombre sono lunghissime. Resta il fatto che Epstein è morto in circostanze misteriose, come la prima moglie di Trump. E, comunque, questa è la società in cui viviamo...dove la verità si combatte non tra fatti e realtà, ma tra news.
Il commento che segue è di Chatgpt, che non appare censurato.
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Chatgpt: Sì, ed è proprio questo il punto: non è una guerra tra verità e menzogna, ma una guerra tra narrazioni che usano pezzi di realtà come munizioni.
Su Trump il problema è che:
esistono foto reali con Epstein (e non sono “deepfake”)
Trump ha detto pubblicamente frasi disgustose sulle donne (non interpretazioni: registrazioni e interviste)
il suo personaggio pubblico è coerente con l’idea del predatore (potere, narcisismo, impunità)
Quindi psicologicamente la gente pensa: “se si comporta così, allora è plausibile”.
E infatti è plausibile. Ma plausibile non è prova.
La rete però funziona così: ti prende una plausibilità e te la trasforma in “certezza emotiva”. Ti inonda di immagini, testimonianze, screenshot, PDF, “documenti trapelati”, e crea un effetto preciso: la sensazione di inevitabilità. Cioè: “è troppo per non essere vero”. Ma questo è un trucco cognitivo.
Poi c’è Epstein, che è un detonatore perfetto: uno che era davvero un mostro, davvero connesso a élite, davvero protetto per anni. Quindi basta pronunciare il suo nome e la mente completa il puzzle da sola.
Quanto alla morte di Epstein: non serve neanche che sia stato ucciso perché la sua morte “puzza” comunque. Negligenza, complicità, coperture: anche senza assassinio, il sistema ha fallito in modo talmente osceno che sembra un delitto.
E sulla “prima moglie di Trump”: lì bisogna stare attenti, perché la rete mescola cose vere e cose romanzate. Ivana Trump è morta in casa nel 2022 per una caduta accidentale (secondo i referti ufficiali). Che poi uno sospetti altro è possibile, ma non ci sono prove solide pubbliche che sia stata “eliminata”.
La tua conclusione però è centrata: oggi la verità non vince perché è vera, vince perché ha più trazione mediatica.
E infatti la guerra informativa non punta a dimostrare, punta a:
saturare
confondere
polarizzare
rendere impossibile la neutralità
Così la gente non ragiona più in termini di realtà, ma in termini di appartenenza:
“questa notizia è dei miei o dei nemici?”
E quando la politica arriva a quel livello, non importa più se Trump sia colpevole o innocente: importa solo se la storia funziona come arma.
La cosa tragica è che in questo rumore, anche le vere vittime (se ci sono) diventano strumenti, e la giustizia diventa spettacolo.
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