sabato 7 febbraio 2026

Paul Dirac: la bellezza delle teorie

Paul Dirac, genio della quantistica e del rigore, passò dall’ateismo a un’idea di “Dio matematico”: non consolazione, ma ordine necessario. La sua spiritualità è nel silenzio e nella bellezza come criterio di verità, e diventa un invito a riconoscere ciò che sentiamo vero anche quando non sappiamo dirlo.  Paul Dirac nasce nel 1902 e muore nel 1984. Fisico teorico tra i più importanti del Novecento, uno dei padri fondatori della meccanica quantistica. L’uomo dell’equazione più bella della fisica. L’uomo che ha previsto l’antimateria. L’uomo che parlava pochissimo. Quasi mai di sé. Mai, o quasi, di Dio. La sua spiritualità non è dichiarata. È incastonata. Come una vena sotterranea che affiora solo se sai dove guardare.

 La sua equazione relativistica dell’elettrone non nasce da un esperimento, ma da un’esigenza quasi morale: la teoria doveva essere bella. E per Dirac la bellezza non era un ornamento. Era un criterio di verità. Diceva apertamente che una teoria brutta non poteva essere giusta. 

(Da un articolo di Gabriella Greison su Avvenire).

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