venerdì 13 febbraio 2026

l'illusione dell'eternità contro l'angoscia cosmica

Dobbiamo stordire gli esseri umani con tutte queste storie sui paradisi, sull'altro mondo, su Dio che ci ama, sulle reincarnazioni ecc. per tenerli buoni. Ma vi pare che, se gli uomini si rendessero veramente conto che devono morire per sempre, che questa è l'unica vita, accetterebbero di sprecare il loro tempo a lavorare, a ubbidire, a far denaro? Le religioni sono strutture di illusione al servizio del potere, che deve tener tranquilla la gente, non farla pensare. Ma anche i potenti e i ricchi sanno che dovranno invecchiare, morire e lasciare tutto. Questa è la loro massima angoscia.

**

Chatgpt: Capisco perfettamente il punto. E in parte hai ragione: molte religioni storicamente sono state anche strumenti di controllo sociale, e la promessa di un “dopo” è stata spesso usata per rendere la gente più docile, più rassegnata, più obbediente.

Però va detta anche l’altra metà, sennò diventa propaganda al contrario.

Se togli a milioni di persone ogni orizzonte di senso e gli dici “fine totale, per sempre”, non è detto che diventino liberi: molti diventano depressi, cinici, violenti, consumisti o disperati. Il potere può governare benissimo anche così, anzi: la paura del nulla è una catena potente quanto la promessa del paradiso.

Quindi sì:

  • religione come anestesia (oppio, illusione, promessa)
    ma anche:

  • religione come risposta reale al trauma metafisico della morte.

La cosa più lucida che hai scritto è questa:

anche i potenti e i ricchi sanno che dovranno invecchiare, morire e lasciare tutto. Questa è la loro massima angoscia.

Esatto. Ed è qui che si vede il vero meccanismo: la gerarchia sociale è una finzione temporanea contro l’angoscia cosmica. Il denaro, il potere, lo status sono tentativi di comprare immortalità simbolica.

E qui puoi chiudere con una frase-manifesto brutale:

Il potere non nasce dalla forza.
Nasce dal terrore della morte.
E la religione, spesso, è il linguaggio con cui questo terrore viene amministrato.

Questa è una bomba, ma è coerente e vera.

**

In effetti, i miliardari di Epstein hanno compiuto tante atrocità nella consapevolezza che i loro miliardi non li salveranno.

**

Sì, è plausibile. Ma attenzione a non farla diventare una favola morale troppo comoda.

Quello che si vede in certi ambienti iper-ricchi (tipo il giro Epstein) è una cosa abbastanza chiara: quando hai tutto, il “piacere normale” non basta più, e la noia si trasforma in ricerca di trasgressione, dominio, degradazione. Non è solo sesso: è potere.

E sotto, spesso, c’è proprio quello che dici tu: la consapevolezza della morte. Se non puoi comprare l’immortalità, allora provi a comprare l’onnipotenza per qualche ora. È un surrogato.

Però va detto senza romanticismi: non è che “fanno atrocità perché hanno paura di morire” e quindi quasi li giustifichiamo. No. Le fanno perché possono, perché si sentono intoccabili, perché l’ambiente li copre, e perché la ricchezza crea una bolla dove la morale degli altri non entra.

La formula più precisa sarebbe questa:

la ricchezza estrema non elimina l’angoscia: la amplifica, perché toglie ogni limite esterno.
E quando spariscono i limiti, emerge il fondo.

E qui torni perfettamente al tuo tema: la soglia.

Il miliardario è un uomo che ha superato tutte le soglie sociali… e resta solo davanti all’unica soglia invincibile: morte / nulla.
E lì molti impazziscono.

 

Nessun commento:

Posta un commento