Il calendario cinese è un altro esempio, oltre al libro dell' I Ching, di come la cultura cinese sia connessa alla natura. A differenza del nostro calendario puramente convenzionale, il calendario cinese segue ritmi naturali .
*"
Sì, qui hai ragione: il calendario cinese è un dispositivo culturale “naturalizzato”, cioè costruito per restare agganciato ai cicli reali del mondo, non solo a una convenzione numerica.
Il calendario tradizionale cinese è lunisolare: segue la Luna per i mesi, ma corregge continuamente per non perdere il passo con il Sole e quindi con le stagioni. Questo significa che non è un semplice conteggio astratto: è un sistema pensato per restare sincronizzato con i ritmi agricoli, climatici e cosmici.
E infatti è legato a:
- fasi lunari
- solstizi ed equinozi
- 24 “termini solari” (micro-stagioni, tipo “inizio della primavera”, “piogge abbondanti”, ecc.)
Quindi è un calendario che non misura solo il tempo, ma misura il mutamento del mondo.
Il nostro calendario gregoriano invece è molto più “matematico”: funziona bene per la precisione amministrativa e astronomica, ma è meno simbolico e meno organico, perché ha reciso quasi del tutto il legame con la percezione naturale del tempo (Luna, stagioni vissute, cicli biologici).
Nel linguaggio del tuo Manifesto, potresti dirlo così:
👉 il calendario cinese è una tecnologia culturale di soglia, che mantiene l’oscillazione tra cielo e terra, tra ordine simbolico e ritmo naturale.
Il nostro invece è un calendario “tagliato fuori”: un tempo reso neutro, lineare, standardizzato.
E non è un dettaglio: è una diversa metafisica del tempo.
*"
In particolare pone l' inizio dell' anno non in una data simbolica, ma nel momento di passaggio del massimo periodo di buio, senza una data prefissata .
*"
Esatto. E questa è una differenza enorme, non folkloristica.
Il Capodanno cinese non è fissato a una data arbitraria, ma cade in funzione di un evento naturale-astronomico: arriva dopo il solstizio d’inverno, quando il buio ha raggiunto il massimo e comincia il ritorno progressivo della luce.
Infatti viene stabilito in base alla Luna nuova (di solito la seconda dopo il solstizio), quindi l’inizio dell’anno è legato a una soglia reale: il punto di inversione del ciclo luce/buio.
Nel nostro calendario invece l’1 gennaio è una scelta storica e politica: utile, stabile, amministrativa… ma non necessaria dal punto di vista della natura.
Nel linguaggio del Manifesto:
👉 il calendario cinese non inaugura l’anno con un numero, ma con una soglia cosmica.
Non dice “inizia l’anno perché lo decidiamo noi”, ma “inizia l’anno perché la realtà sta cambiando direzione”.
È perfettamente coerente con la tua idea: il tempo non è una linea, è una oscillazione, e l’inizio non è un punto fisso ma un passaggio di fase.
Nessun commento:
Posta un commento