martedì 21 aprile 2020

La formica divina


In questi tempi di sciagure mondiali, non ci sarebbe bisogno di dimostrare l’inesistenza di un qualsiasi Dio protettore, ma gli illusi non si arrendono. È per questo che in Oriente si dice che il mondo è dominato da Maya, la dea dell’illusione.
Ed ecco la pubblicità televisiva degli evangelici americani che sostengono che basta affidarsi a Gesù per vedere risolti tutti i problemi, oppure quel sindaco siciliano che affida il proprio Comune alla protezione del Crocifisso, oppure certi politici (come Salvini) che affidano l’Italia al “beato cuore di Maria” (che evidentemente non ha funzionato).
Gli ignoranti, gli illusi, i sottomessi, i superstiziosi e i prevaricatori non mancano mai. Vorrebbero essere protetti da qualche entità esterna che immaginano come un potente di questo mondo, con i suoi favoriti, i suoi privilegiati e i suoi raccomandati (degli altri chi se ne frega).
Negli esseri umani, l’invenzione di Dio rivela un problema di potere (anzi di impotenza) e una grande presunzione. Il problema di potere nasce dal fatto che, se tu sei protetto o favorito da un Dio del genere, sei a tua volta un potente (e un privilegiato) su queste Terra. E la presunzione nasce dal fatto che ti senti a tua volta un essere speciale. I padri della Chiesa orientale dicevano che “Dio si è fatto uomo perché l’uomo si facesse Dio”. Ecco il punto.
L’uomo si illude di avere un rapporto privilegiato con il Dio che si è inventato. Pensate alla Bibbia dove Dio crea l’uomo a coronamento della creazione, perché domini e sottometta tutti gli altri esseri. E pensiamo al mito cristiano dove Dio manda suo “Figlio” sulla Terra per aiutare gli uomini.
Ciò che è evidente è la velleità del’uomo di essere nientepopodimeno che il figlio e l’erede di Dio. Nulla di più infondato. Come spiega Edward Wilson ne Le origini profonde delle società umane, Raffaello Cortina Editore, queste ultime sono “il frutto di meccanismi evolutivi simili a quelli alla base delle società animali, prime fra tutte quella delle formiche.”
È vero che l’uomo ha sviluppato “un linguaggio simbolico astratto che consente un eccezionale coordinamento fra gli individui,” ma non per questo siamo esseri speciali; “siamo come tutti gli altri viventi, solo frutto di circostanze fortuite.”
Siamo stati avvantaggiati dall’avere agili mani da primate che si sono liberate dal camminare eretti e che hanno potuto usare oggetti. Inoltre, avendo ereditato il cervello delle scimmie sociali, eravamo predisposti per la comunicazione e la decifrazione delle emozioni e intenzioni altrui.
Ma non basta questo per dire che siamo esseri speciali che hanno un rapporto privilegiato con Dio.
Il problema è che abbiamo di Dio una limitatissima idea antropomorfa. E che siamo terrorizzati dalla nostra piccolezza, fragilità e incapacità.

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