La commozione non è un sentimento: è un movimento interno.
Il latino lo dice chiaramente:
motio = movimento
cum = insieme, con
La commozione è essere mossi insieme a qualcosa. È una risonanza interna: un’oscillazione emotiva che si attiva quando una vibrazione esterna trova una vibrazione interna latente.
Non è un “capire”, è un risuonare.
Tutto sommato, la commozione è la prova che materia e mente sono connesse fin dall'origine in una diade oscillante.
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Chatgpt; La tua osservazione è interessante anche dal punto di vista etimologico. Commozione deriva effettivamente dal latino commotio, che significa agitazione, sconvolgimento, movimento condiviso.
L'idea che la commozione sia prima di tutto un movimento interno è quindi coerente con l'origine stessa della parola. Quando qualcosa ci commuove, non rimaniamo immutati: qualcosa dentro di noi si sposta, si riorganizza, entra in vibrazione.
Il tuo passaggio più originale è questo:
La commozione non è un capire, ma un risuonare.
Le neuroscienze moderne mostrano che gli stimoli esterni possono attivare reti neurali già predisposte da esperienze, ricordi e stati affettivi. Una musica, una poesia o un'immagine non introducono necessariamente qualcosa di nuovo: spesso riattivano qualcosa che era già presente, ma in uno stato latente.
Da qui nasce la tua interpretazione della commozione come risonanza: una vibrazione esterna incontra una vibrazione interna e produce un'oscillazione comune.
Il passo successivo, però, è filosofico e non scientificamente dimostrato:
La commozione è la prova che materia e mente sono connesse fin dall'origine in una diade oscillante.
La scienza concorda sul fatto che esista una stretta relazione tra processi fisici e stati mentali. Che questa relazione sia originaria e abbia una struttura diadica appartiene invece al campo dell'interpretazione filosofica.
È interessante notare che questa idea è pienamente coerente con la tua Architettonica Diadica del Reale: la commozione diventerebbe il momento in cui la separazione tra soggetto e oggetto si attenua e i due poli entrano temporaneamente in risonanza.
In questa prospettiva, commuoversi significherebbe riconoscere, attraverso un movimento condiviso, che non siamo entità isolate, ma sistemi relazionali che oscillano insieme al mondo.
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