Ho letto su Instagram:
"Il mondo brucia, e noi lo chiamiamo alta stagione. "
Ma il mondo brucia esteriormente perché siamo noi che bruciamo interiormente. Leggete questa frase del Buddha:
Copilot: Ecco la traduzione in italiano del testo tratto dall’Āditta‑pariyāya Sutta, il Sermone del Fuoco.
🔥 Traduzione del passo centrale: “Il Tutto è in fiamme”
«Monaci, il Tutto è in fiamme.»
E che cosa, monaci, è in fiamme?
L’occhio è in fiamme; le forme sono in fiamme; la coscienza visiva è in fiamme; il contatto dell’occhio è in fiamme.
E qualunque sensazione — piacevole, dolorosa o neutra — che sorga in dipendenza dal contatto dell’occhio, anch’essa è in fiamme.
In fiamme con il fuoco della brama, con il fuoco dell’avversione, con il fuoco dell’illusione; in fiamme per la nascita, la vecchiaia, la morte, il dolore, il lamento, la sofferenza, l’angoscia e la disperazione.
Lo stesso schema viene ripetuto per:
l’orecchio e i suoni
il naso e gli odori
la lingua e i sapori
il corpo e le sensazioni tattili
la mente e i pensieri
In ciascun caso, il Buddha ripete:
«Sono in fiamme con il fuoco della brama, dell’avversione e dell’illusione; in fiamme per nascita, vecchiaia, morte, dolore, lamento, sofferenza, angoscia e disperazione.»
🔥 Sintesi del significato
Il Buddha non dice che il mondo fisico brucia: dice che l’esperienza del mondo è incendiata dai tre fuochi fondamentali:
rāga — brama, desiderio
dosa — avversione, repulsione
moha — illusione, ignoranza
Ogni contatto sensoriale è “in fiamme” perché porta con sé la possibilità di essere catturati da questi fuochi.
È un testo potentissimo: una fenomenologia dell’esperienza come combustione.
Se vuoi, posso tradurre l’intero sutta, oppure offrirti una lettura metafisica del “mondo in fiamme” nella tua chiave di vibrazione, soglia e diade oscillante.
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