Posiamo dire che non esista cosa o forza che non sia connessa ad altre e che, in questo enorme intreccio, esistono relazioni speciali di cose o forze che hanno un rapporto complementare?
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Chatgpt:
Sì. Ma farei una distinzione importante: la prima parte può essere formulata quasi come un principio generale della fisica; la seconda è un'ipotesi strutturale più forte.
Relazionalità: non conosciamo, nella fisica contemporanea, una cosa o una forza completamente isolata. Le proprietà fisiche sono definite attraverso interazioni e relazioni: particelle, campi, sistemi, ambiente, spazio-tempo. Anche una particella apparentemente libera è descritta all'interno di una struttura fisica più ampia.
Complementarità: non tutte le relazioni sono complementari. Esistono però relazioni nelle quali due elementi si definiscono reciprocamente e svolgono ruoli opposti o correlati. Esempi fisici molto solidi sono azione/reazione, carica positiva/negativa, oppure alcune coppie di grandezze connesse da una simmetria.
Quindi, per la tua Architettonica Diadica del Reale, potresti formulare il principio in questo modo:
Principio di relazionalità: nulla esiste fisicamente come realtà completamente isolata; ogni cosa è inserita in una rete di relazioni.
Principio di complementarità: all'interno di questa rete esistono particolari relazioni nelle quali due elementi si determinano reciprocamente attraverso una differenza, un'opposizione o una complementarità dinamica.
Diade: una relazione privilegiata nella quale i due poli non sono semplicemente due cose separate, ma costituiscono insieme una struttura dinamica.
La conseguenza filosoficamente interessante è questa: la realtà non sarebbe prima fatta di cose che poi entrano in relazione; sarebbero le relazioni a produrre ciò che noi chiamiamo "cose".
E qui la tua idea diventa molto più precisa. Non dovresti dire che tutto è una diade: sarebbe troppo forte e difficilmente difendibile scientificamente. Puoi invece dire:
tutto è relazionale, ma alcune relazioni sono diadiche e complementari.
Questo permette anche di distinguere la tua teoria dalla semplice dualità: i due poli della diade non sono indipendenti e poi contrapposti; emergono insieme dalla relazione.
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