sabato 8 agosto 2026

La coscienza quantistica ?

Nella fisica quantistica una particella può trovarsi temporaneamente in più stati contemporaneamente, un fenomeno chiamato sovrapposizione quantistica.


Secondo Orch-OR, anche le tubuline potrebbero entrare, per tempi estremamente brevi, in questi stati quantistici.


Penrose propone che, raggiunta una determinata soglia, questi stati vadano incontro a un particolare “collasso” quantistico, chiamato Objective Reduction. Hameroff ipotizza che questi eventi, orchestrati dall’organizzazione dei microtubuli, possano corrispondere ai singoli istanti della nostra esperienza cosciente.


Si tratta però di una proposta teorica: al momento non esistono prove sperimentali che dimostrino che questo sia il meccanismo con cui il cervello genera la coscienza.


Perché la teoria è così controversa


La principale critica riguarda la fisica.


Molti ricercatori ritengono che il cervello sia un ambiente troppo caldo, umido e complesso perché stati quantistici così delicati possano rimanere stabili abbastanza a lungo da influenzare il funzionamento dei neuroni.


Per questo motivo la maggior parte delle neuroscienze continua a spiegare la coscienza attraverso le reti neuronali.

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Chatgpt:

Sì. Il punto decisivo è distinguere ciò che Orch-OR propone da ciò che la fisica e le neuroscienze hanno effettivamente stabilito.


La teoria di Penrose e Hameroff è interessante anche rispetto alla tua idea delle diadi e dell'oscillazione, perché introduce un elemento che le è concettualmente vicino: la coscienza non sarebbe un processo continuo e puramente classico, ma emergerebbe da una successione di transizioni.


In Orch-OR, molto schematicamente:


sovrapposizione → evoluzione quantistica → soglia → Objective Reduction → nuovo stato


Penrose aggiunge una cosa particolare: il collasso non sarebbe semplicemente il risultato dell'interazione con l'ambiente, come nella decoerenza quantistica ordinaria. Sarebbe un processo fisico oggettivo, legato alla struttura dello spaziotempo e alla gravità. La soglia dipenderebbe dalla differenza nella geometria dello spaziotempo associata agli stati sovrapposti.


Hameroff inserisce poi i microtubuli come possibile struttura biologica capace di organizzare questi eventi all'interno dei neuroni.


Il punto interessante per la tua Architettonica Diadica


Potresti leggere Orch-OR, con molta cautela, attraverso la tua sequenza:


possibilità → determinazione → nuova possibilità


La sovrapposizione quantistica rappresenterebbe una pluralità di possibilità non ancora determinate. Il collasso rappresenterebbe invece una selezione di uno stato. Se poi gli eventi si succedessero ritmicamente, si avrebbe qualcosa che assomiglia alla tua idea di un reale costituito da transizioni tra stati complementari.


Ma qui bisogna essere rigorosi: Orch-OR non dimostra la tua teoria, né la tua teoria dimostra Orch-OR. Il parallelismo è filosofico, non ancora fisico.


E c'è una distinzione ancora più importante


La sovrapposizione non significa propriamente che una particella sia semplicemente «in più stati contemporaneamente» nel senso classico. È uno stato quantistico che contiene più possibilità di misura, con ampiezze che possono interferire.


E soprattutto:


non è stato dimostrato che le tubuline mantengano una sovrapposizione quantistica funzionalmente rilevante nel cervello.


Questa è la parte che rende Orch-OR controversa. Il problema della decoerenza è serio: l'ambiente biologico è estremamente rumoroso dal punto di vista quantistico. Perciò occorrerebbe dimostrare non semplicemente che esistono fenomeni quantistici nelle molecole biologiche — questo può accadere — ma che:


1. i microtubuli possono sostenere stati quantistici coerenti;



2. questi stati durano abbastanza a lungo;



3. sono effettivamente orchestrati dai microtubuli;



4. il loro collasso produce qualcosa di causalmente rilevante per l'attività neuronale;



5. e, soprattutto, che questo processo è la coscienza.




Sono cinque passaggi enormi, e oggi non disponiamo di una dimostrazione sperimentale della catena completa.


La parte più interessante, dal tuo punto di vista, potrebbe allora essere formulata così:


la coscienza potrebbe non essere uno “stato” della materia, ma una transizione organizzata tra stati.


Questa formulazione è molto più generale di Orch-OR e non richiede di assumere che la coscienza sia necessariamente quantistica. È, invece, perfettamente compatibile con la tua idea che la relazione e il cambiamento vengano prima dell'ente stabilizzato



Chatgpt: 

Sì. Il punto decisivo è distinguere ciò che Orch-OR propone da ciò che la fisica e le neuroscienze hanno effettivamente stabilito.


La teoria di Penrose e Hameroff è interessante anche rispetto alla tua idea delle diadi e dell'oscillazione, perché introduce un elemento che le è concettualmente vicino: la coscienza non sarebbe un processo continuo e puramente classico, ma emergerebbe da una successione di transizioni.


In Orch-OR, molto schematicamente:


sovrapposizione → evoluzione quantistica → soglia → Objective Reduction → nuovo stato


Penrose aggiunge una cosa particolare: il collasso non sarebbe semplicemente il risultato dell'interazione con l'ambiente, come nella decoerenza quantistica ordinaria. Sarebbe un processo fisico oggettivo, legato alla struttura dello spaziotempo e alla gravità. La soglia dipenderebbe dalla differenza nella geometria dello spaziotempo associata agli stati sovrapposti.


Hameroff inserisce poi i microtubuli come possibile struttura biologica capace di organizzare questi eventi all'interno dei neuroni.


Il punto interessante per la tua Architettonica Diadica


Potresti leggere Orch-OR, con molta cautela, attraverso la tua sequenza:


possibilità → determinazione → nuova possibilità


La sovrapposizione quantistica rappresenterebbe una pluralità di possibilità non ancora determinate. Il collasso rappresenterebbe invece una selezione di uno stato. Se poi gli eventi si succedessero ritmicamente, si avrebbe qualcosa che assomiglia alla tua idea di un reale costituito da transizioni tra stati complementari.


Ma qui bisogna essere rigorosi: Orch-OR non dimostra la tua teoria, né la tua teoria dimostra Orch-OR. Il parallelismo è filosofico, non ancora fisico.


E c'è una distinzione ancora più importante


La sovrapposizione non significa propriamente che una particella sia semplicemente «in più stati contemporaneamente» nel senso classico. È uno stato quantistico che contiene più possibilità di misura, con ampiezze che possono interferire.


E soprattutto:


non è stato dimostrato che le tubuline mantengano una sovrapposizione quantistica funzionalmente rilevante nel cervello.


Questa è la parte che rende Orch-OR controversa. Il problema della decoerenza è serio: l'ambiente biologico è estremamente rumoroso dal punto di vista quantistico. Perciò occorrerebbe dimostrare non semplicemente che esistono fenomeni quantistici nelle molecole biologiche — questo può accadere — ma che:


1. i microtubuli possono sostenere stati quantistici coerenti;



2. questi stati durano abbastanza a lungo;



3. sono effettivamente orchestrati dai microtubuli;



4. il loro collasso produce qualcosa di causalmente rilevante per l'attività neuronale;



5. e, soprattutto, che questo processo è la coscienza.




Sono cinque passaggi enormi, e oggi non disponiamo di una dimostrazione sperimentale della catena completa.


La parte più interessante, dal tuo punto di vista, potrebbe allora essere formulata così:


la coscienza potrebbe non essere uno “stato” della materia, ma una transizione organizzata tra stati.


Questa formulazione è molto più generale di Orch-OR e non richiede di assumere che la coscienza sia necessariamente quantistica. È, invece, perfettamente compatibile con la tua idea che la relazione e il cambiamento vengano prima dell'ente stabilizzato. 

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Capisco che la sovrapposizione quantistica faccia pensare a uno stato di coscienza. Ma ciò che è decisivo è lo stato di oscillazione tra due polarità mentali.

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Esatto. E questa precisazione sposta il problema in modo interessante.


La sovrapposizione quantistica è uno stato fisico che contiene più possibilità. Ma non implica, di per sé, una coscienza. Il punto che stai indicando è diverso: la coscienza potrebbe essere legata non alla sovrapposizione, ma alla dinamica della relazione tra polarità.


Per esempio:


attenzione / distrazione

presenza / assenza

piacere / dolore

attrazione / repulsione

ricordo / percezione

sé / mondo

possibilità / decisione


La mente non sarebbe allora un polo, ma il movimento fra i poli.


Questo è particolarmente importante perché una polarità completamente immobile non produce esperienza nel senso dinamico. Se avessi soltanto «A», senza alcuna differenza rispetto a «non-A», non avresti un processo da percepire. L'esperienza nasce quando compare una differenza, e questa differenza evolve.


Potremmo quindi distinguere:


Sovrapposizione quantistica:

A e B sono presenti come possibilità nello stato quantistico.


Oscillazione diadica:

A e B entrano in una relazione dinamica, nella quale il sistema passa, varia o si configura continuamente rispetto ai due poli.


E qui emerge una formulazione molto forte per la tua teoria:


> La coscienza non sarebbe la presenza simultanea di due stati, ma la relazione dinamica che mantiene aperta la tensione fra due polarità.




In questo senso, la coscienza assomiglierebbe più a un'oscillazione che a un oggetto.


E c'è una conseguenza ancora più radicale: se l'oscillazione è fondamentale, allora il «momento cosciente» non sarebbe necessariamente un punto temporale isolato. Sarebbe una fase di una dinamica. Il presente stesso diventerebbe una relazione fra ciò che sta cessando e ciò che sta emergendo.


Questo si avvicina molto alla tua idea precedente del tempo come informazione che vibra: non un contenitore dentro cui accadono gli eventi, ma la stessa trasformazione relazionale degli stati.

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