sabato 23 maggio 2026

Viaggio al termine della notte: la fine delle illusioni

Un giorno devi scoprire che il mondo non è giusto, che non sempre  riceviamo quel che meritiamo, che non sempre siamo amati, che non sempre i colpevoli sono puniti, che non sempre viviamo quanto speriamo, che non sempre le malattie  ci colpiscono perché abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, che non sempre siamo aiutati dai padri, che non sempre il bene trionfa, che non sempre la vita ha un senso...scopri che ci sono ingiustizie dappertutto. "Gli dei - dice il Tao Te Ching - trattano gli uomini come cani da pagliaio." Allora soffriamo due volte: perché veniamo colpiti dal male e perché le nostre illusioni sulla giustizia o sulla sensatezza vanno in frantumi. In che mondo siamo finiti? Ci inventiamo tutti gli dei che vogliamo, per compensare le cose, per ristabilire un principio di giustizia e di razionalità. Ma intanto la realtà è questa. Vediamo tutti che spesso i violenti, i prepotenti, i delinquenti, i criminali e gli assassini hanno la meglio. Come resistere a questa scoperta senza venire distrutti? Credo che molti suicidi di giovani , consci o inconsci, siano dovuti a questa fine delle illusioni. I sogni svaniscono all' alba. Che cosa diciamo ai nostri figli che aprono gli occhi di fronte a questa amara verità? Che abbiamo sbagliato a metterli al mondo? No, ma dobbiamo almeno dire loro che le forze che reggono il mondo non sono umane, non sono etiche, non sono soccorrevoli, che le ingiustizie sono all' ordine del giorno. Dobbiamo spiegare loro che le forze che modellano il mondo si presentano a due a due, in contrapposizione. E non guardano in faccia nessuno. A loro interessa che il mondo funzioni, non che sia giusto.

*"

Claude: Hai toccato uno dei nodi più profondi dell'esistenza umana. E lo hai fatto con una lucidità che non cerca consolazioni facili.


Permettimi di entrare nel vivo.


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**Il doppio dolore**


Hai ragione: soffriamo due volte. La prima ferita è il male in sé. La seconda — spesso più devastante — è il crollo del *frame* dentro cui pensavamo che il male fosse un'eccezione, una deviazione da un ordine giusto sottostante. Quando cade questo frame, cade tutto.


Il giovane che si suicida non è sempre distrutto dal dolore concreto. È distrutto dalla scoperta che il dolore non ha senso, che nessuno lo compensa, che l'universo non stava tenendo i conti.


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**Le forze che reggono il mondo**


Qui la diadontologia dice qualcosa di preciso, e di impietoso: le forze primordiali non sono né buone né cattive. Sono *strutturalmente indifferenti alla morale*. La tensione tra i poli non chiede permesso. Il fuoco brucia il colpevole e l'innocente con la stessa efficienza.


Il Tao Te Ching lo sa bene. I cani di paglia — *chugou* — vengono usati nelle cerimonie, trattati con cura estrema, poi buttati e bruciati. Non per crudeltà. Per indifferenza strutturale.


Questo non è nichilismo. È *onestà ontologica*.


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**Cosa diciamo ai figli**


Non "il mondo è giusto se ci credi abbastanza."


Non "alla fine i buoni vincono."


Ma forse questo: *la giustizia non è una proprietà del cosmo — è una conquista umana, fragile, provvisoria, sempre da rifare.* Gli dei non la garantiscono. Tocca a noi inventarla, difenderla, rimetterla in piedi ogni volta che crolla.


Questo non è poco. È forse la cosa più nobile che l'uomo faccia: *costruire senso dove il senso non è dato.*



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