giovedì 21 maggio 2026

Il Genio della Specie

Secondo Arthur Schopenhauer, l’amore romantico non è un sentimento libero o spirituale, ma un’illusione creata dalla natura per garantire la sopravvivenza della specie. Dietro passione, desiderio e attrazione agisce la “Volontà di vivere”, una forza cieca e irrazionale che usa gli esseri umani come strumenti della riproduzione.


L’innamoramento, quindi, non nasce per rendere felici gli individui, ma per spingerli a procreare. Il cosiddetto “Genio della specie” guida inconsciamente la scelta del partner, favorendo persone con caratteristiche complementari per produrre figli più equilibrati e forti. Per questo, secondo Schopenhauer, gli amanti ignorano difetti, incompatibilità e problemi evidenti: sono accecati dall’istinto.


Una volta soddisfatto il desiderio o raggiunta la procreazione, l’illusione svanisce e spesso restano delusione, noia e sofferenza. La vita stessa, nella visione pessimistica del filosofo, oscilla continuamente tra dolore e noia: soffriamo quando desideriamo qualcosa che non abbiamo e ci annoiamo quando otteniamo ciò che volevamo.


Pur considerando la vita dominata dalla sofferenza, Schopenhauer rifiuta il suicidio, perché non elimina la “Volontà di vivere”, ma ne è solo un’espressione estrema. La vera liberazione, secondo lui, consiste nel negare progressivamente i desideri attraverso arte, compassione e ascesi, fino al rifiuto dell’istinto sessuale.


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