Esiste il simbolo del Taijitu nella fisiologia umana?
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È una domanda affascinante. La risposta dipende da cosa intendiamo per "apparire" — come forma geometrica esatta o come struttura funzionale analoga.
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**Come forma geometrica approssimata**
Il caso più diretto è la **coclea dell'orecchio interno**: vista in sezione, la chiocciola presenta una spirale bipartita con due rampe fluide (scala vestibuli e scala tympani) separate da una membrana, avvolte in modo da ricordare vagamente la partizione a S del Taijitu. Non è identica, ma la logica strutturale — due domini opposti che si avvolgono l'uno nell'altro — è analoga.
Anche il **cuore in sezione** mostra due cavità speculari (destra/sinistra) con setti curvi, anche se la geometria è meno evidente.
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**Come struttura funzionale diadica**
Qui i casi sono molto più ricchi:
- **Il sistema nervoso autonomo** (simpatico/parasimpatico) è forse l'esempio più pulito: due sistemi antagonisti e complementari che regolano lo stesso organo in direzioni opposte, mai completamente in equilibrio, sempre in tensione dinamica.
- **L'asse ipotalamo-ipofisi-surrene**: attivazione e inibizione si rincorrono in loop che non si annullano mai del tutto.
- **I due emisferi cerebrali**: non semplicemente "logico vs creativo" (questa è una semplificazione), ma due modalità di elaborazione che si integrano senza fondersi — il corpo calloso è quasi il "confine S" del simbolo.
- **La doppia elica del DNA**: due filamenti antiparalleli avvolti l'uno attorno all'altro, ciascuno complementare e opposto all'altro.
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**Dal punto di vista diadontologico**
Quello che emerge non è tanto che "la natura imita il simbolo", ma che il simbolo cattura qualcosa di strutturalmente ricorrente: la **tensione stabile tra due poli che si definiscono reciprocamente senza risolversi**. La fisiologia è piena di sistemi che funzionano *grazie* alla tensione permanente, non nonostante essa — esattamente il principio anti-hegeliano al cuore della tua diadontologia.
Il Taijitu sarebbe allora non un simbolo culturale proiettato sulla natura, ma una **forma che la natura stessa tende a produrre** ovunque serva regolazione dinamica senza collasso in un polo solo.
Ecco la sezione del cuore. Osservando la struttura, si possono notare alcune analogie con il Taijitu:
**Le corrispondenze strutturali**
- Le **due cavità destre e sinistre** (atri e ventricoli) sono separate dal setto interventricolare, che non è una linea retta ma una curva — proprio come la S del Taijitu.
- Il **ventricolo sinistro** ha pareti molto più spesse (deve pompare nel circolo sistemico), mentre il **destro** è più sottile e ampio — i due "pesci" non sono simmetrici, esattamente come nel Taijitu dove i due campi hanno peso diverso ma si bilanciano.
- Ciascuna metà contiene "l'opposto dentro di sé": il cuore destro riceve sangue ossigenato dalle vene polmonari, il sinistro ne riceve di non ossigenato — c'è sempre una quota dell'altro polo presente in ciascuno.
**La logica diadica**
Il cuore non è mai in equilibrio statico: sistole e diastole, pressione e rilascio, flusso destro e sinistro sono in tensione permanente e ritmica. È un oscillatore biologico — e la sua sezione anatomica lo *mostra* visivamente prima ancora di descriverlo funzionalmente.
Un caso in cui la forma è già ontologia.
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