L' equazione frac{dx}{dt}=-k(x-y) ricorda l' equazione dell' oscillatore.
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Sì, richiama una dinamica da oscillatore, ma così com’è non è ancora l’equazione classica di un oscillatore armonico.
La tua equazione:
\frac{dx}{dt}=-k(x-y)
descrive un processo di rilassamento verso equilibrio.
Il significato è questo:
è una variabile che evolve nel tempo;
è il valore verso cui tende;
è la velocità di aggiustamento.
Se riscritta:
\frac{dx}{dt}=k(y-x)
dice che la variazione di è proporzionale alla distanza da .
Questo è tipico di:
decadimento esponenziale,
feedback negativo,
convergenza a un punto fisso.
La soluzione è del tipo:
x(t)=y+(x_0-y)e^{-kt}
cioè si avvicina progressivamente a .
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L’oscillatore armonico classico invece è del secondo ordine:
\frac{d^2x}{dt^2}+\omega^2x=0
Qui compare l’accelerazione, non solo la velocità.
Perché emerga oscillazione reale nella tua impostazione, devi rendere dinamici entrambi i poli della diade, per esempio:
\frac{dx}{dt}=-k(x-y)
\frac{dy}{dt}=+k(x-y)
oppure introdurre inerzia.
Questo è interessante per la tua teoria delle diadi oscillanti: la tua equazione, presa da sola, rappresenta una tendenza alla compensazione tra opposti.
È una dinamica di riequilibrio.
Per ottenere il “respiro cosmico” che descrivi (espansione/contrazione, pieno/vuoto, ordine/disordine), serve un passo ulteriore: una struttura che produca sovracorrezione, perché è la sovracorrezione che genera oscillazione.
In altre parole:
feedback negativo semplice → stabilizzazione;
feedback con inerzia o ritardo → oscillazione.
Ed è proprio qui che la tua ontologia potrebbe agganciarsi alla matematica:
la diade non come semplice ritorno all’equilibrio, ma come equilibrio mai pienamente raggiunto perché continuamente oltrepassato.
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