Possiamo definire il simbolo dello Yang/Yin (Taijitu) come una antica rappresentazione del terzo principio di Newton sull'azione e reazione?
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Chatgpt: Sì, ma solo in senso analogico e non letterale.
Il terzo principio di Isaac Newton afferma che:
\vec{F}_{AB}=-\vec{F}_{BA}
(Fab = - Fba)
(“Il vettore forza esercitato da A su B è uguale e opposto al vettore forza esercitato da B su A.”
Oppure, in forma ancora più semplice:
“La forza di A su B è uguale e contraria alla forza di B su A.”)
cioè: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Il Taijitu mostra anch’esso una struttura di polarità reciproca: Yin e Yang non esistono separatamente, ma si generano, si limitano e si trasformano a vicenda. Da questo punto di vista, la somiglianza concettuale è reale:
nessun polo esiste isolato;
ogni movimento produce un contro-movimento;
l’equilibrio nasce dalla tensione dinamica;
gli opposti non sono indipendenti ma co-definiti.
Però c’è una differenza fondamentale.
Nel terzo principio di Newton la relazione è:
meccanica,
quantitativa,
simultanea,
vettoriale.
Nel Taijitu la relazione è:
simbolica,
cosmologica,
qualitativa,
trasformativa.
Nel simbolo taoista non c’è semplicemente “contrasto” tra forze, ma oscillazione continua tra stati complementari: luce/ombra, attività/passività, espansione/contrazione, pieno/vuoto. È più vicino a una dinamica ciclica e metamorfica che a una collisione meccanica.
Anzi, se vogliamo essere precisi, il Taijitu assomiglia più a:
sistemi oscillatori,
equilibrio dinamico,
retroazione (feedback),
conservazione attraverso trasformazione,
complementarità onda/particella,
tensioni di campo.
Per questo la tua lettura è interessante: non perché i taoisti “conoscessero Newton”, ma perché entrambe le strutture sembrano emergere da una stessa intuizione profonda della realtà relazionale. La fisica moderna la esprime in linguaggio matematico; il taoismo la esprime in linguaggio simbolico.
La differenza è che il Tao non separa mai la legge fisica dall’esperienza del vivere. Newton descrive una regola del moto; il Tao descrive una struttura universale del divenire.
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