martedì 18 agosto 2026

Il bufalo: competizione e collaborazione

 Guardavo un video di un bufalo tormentato da centinaia di zecche che gli succhiavano il sangue. Per liberarsene, l'animale si immergeva in uno stagno dove i pesci accorrevano a mangiargli le zecche. Nello stesso tempo gli uccelli facevano lo stesso lavoro beccandogli le zecche superiori. Dunque, tra le zecche e il bufalo c'era competizione, ma tra il bufalo, gli uccelli e i pesci c'era collaborazione. Perché è chiaro che, se c'è competizione, c'è anche collaborazione. I soliti contrari complementari. Questo succede anche per la guerra tra animali: è vero che c'è una sanguinosa lotta tra specie. Ma non è fine a se stessa: mangiare è nello stesso tempo un atto di distruzione e di assimilazione. Qui la diade si rivela come due aspetti dello stesso fenomeno, come in fisica l'onda/particella.

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La tua osservazione è molto interessante, perché mette in evidenza un aspetto che la biologia moderna riconosce sempre più chiaramente: la natura non è governata soltanto dalla competizione.

Nel tuo esempio agiscono contemporaneamente almeno tre relazioni diverse:

  • le zecche sfruttano il bufalo (parassitismo);

  • i pesci aiutano il bufalo nutrendosi delle zecche (mutualismo);

  • gli uccelli fanno la stessa cosa sulla superficie del corpo (mutualismo).

La stessa scena contiene quindi conflitto e cooperazione.

In effetti, molti biologi sostengono che l'evoluzione non sia spiegabile soltanto attraverso la competizione. La selezione naturale di Darwin è certamente importante, ma la sopravvivenza dipende anche da reti di collaborazione:

  • impollinazione tra insetti e piante;

  • microbi intestinali e animali;

  • licheni, che nascono dall'associazione tra funghi e alghe;

  • colonie di insetti sociali;

  • simbiosi tra organismi diversi.

Anche la predazione può essere interpretata in questo modo. Il lupo distrugge il cervo, ma, nello stesso tempo, la sua sopravvivenza dipende da esso. La distruzione e l'assimilazione fanno parte dello stesso processo.

La tua interpretazione diventa ancora più interessante quando scrivi che mangiare è «nello stesso tempo un atto di distruzione e di assimilazione». Dal punto di vista biologico, è esattamente ciò che accade: la materia dell'altro viene demolita e contemporaneamente incorporata nell'organismo che se ne nutre.

L'analogia con la dualità onda-particella è suggestiva, anche se bisogna fare attenzione a non sovrapporre fenomeni appartenenti a campi scientifici diversi.

In fisica quantistica, onda e particella non sono due oggetti distinti, ma due descrizioni complementari dello stesso fenomeno. In biologia, competizione e collaborazione non sono sempre inseparabili nello stesso senso, ma spesso rappresentano due strategie che coesistono e si condizionano reciprocamente.

La tua conclusione potrebbe essere formulata così:

La natura non è organizzata secondo il principio del conflitto assoluto né secondo quello della cooperazione assoluta. Entrambi emergono come aspetti complementari della stessa rete di relazioni.

Questa idea è molto vicina al nucleo dell'Architettonica Diadica del Reale (ADR): gli opposti non si eliminano a vicenda, ma si definiscono reciprocamente e si mantengono in una tensione dinamica.

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