sabato 24 ottobre 2026

Fisico e psichico

E' vero che se punti un fascio di luce sui neuroni del cervello, modifichi emozioni e pensieri?

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Chatgpt:

 Sì, è vero. Gli scienziati possono modificare l'attività dei neuroni mediante la luce e, così facendo, influenzare emozioni, comportamenti e alcuni processi cognitivi. La tecnica si chiama optogenetica. Ma c'è una distinzione fondamentale: non basta puntare una luce sui neuroni per controllarli a piacimento. (Nature)

1. Come funziona?

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Il procedimento si svolge, in linea generale, in tre fasi.

  1. Si rendono determinati neuroni sensibili alla luce. Attraverso tecniche genetiche, si introducono nelle cellule specifiche proteine fotosensibili, chiamate opsine.

  2. Si illumina il circuito nervoso interessato. La luce attiva queste proteine, modificando il comportamento elettrico dei neuroni.

  3. Si osserva il risultato. I neuroni possono essere attivati oppure inibiti, permettendo di studiare il loro ruolo nelle emozioni e nei comportamenti. (PubMed)

La precisione può essere notevole: in laboratorio è possibile intervenire su specifiche popolazioni di neuroni con una risoluzione temporale dell'ordine dei millisecondi.

2. Si possono modificare le emozioni?

Sì. Negli esperimenti sugli animali, i ricercatori hanno utilizzato l'optogenetica per studiare i circuiti cerebrali coinvolti in fenomeni come:

  • Paura e ansia: modificando l'attività di circuiti coinvolti nelle risposte di paura.

  • Ricompensa e piacere: intervenendo sui circuiti che contribuiscono alla motivazione e alla ricerca di gratificazioni.

  • Attrazione e avversione: modificando le risposte a determinati stimoli.

  • Memoria e decisioni: studiando il ruolo di specifici circuiti nervosi nei processi cognitivi.

Questi esperimenti permettono di stabilire relazioni causali tra l'attività di determinati circuiti e alcuni comportamenti. Non significa, però, che sia possibile scegliere liberamente un'emozione e imporla a una persona illuminandole il cervello. (PubMed Central (PMC))

3. Si può fare anche sul cervello umano?

Qui bisogna essere precisi.

La tecnica è stata sviluppata e utilizzata soprattutto nella ricerca sugli animali. Nell'essere umano, le applicazioni dirette al cervello incontrano difficoltà importanti: occorre rendere sensibili alla luce le cellule bersaglio, portare la luce nella regione appropriata e garantire la sicurezza dell'intervento.

Esistono applicazioni cliniche sperimentali dell'optogenetica nella retina, che hanno permesso di recuperare parzialmente alcune funzioni visive in persone con determinate patologie. Questo, tuttavia, non equivale a poter modificare direttamente pensieri ed emozioni illuminando il cervello umano dall'esterno.

La possibilità di applicare l'optogenetica ad altri disturbi neurologici e psichiatrici è oggetto di ricerca, ma il controllo diretto di emozioni e pensieri mediante la luce non è una capacità clinica ordinaria. (Nature)

È importante anche un altro dettaglio: la luce visibile che attraversa il cranio non raggiunge normalmente i neuroni profondi con la precisione e l'intensità necessarie per controllarli mediante l'optogenetica.


4. E qui si apre una questione che riguarda la tua teoria

Vorrei collegare questa scoperta alla tua Architettonica Diadica del Reale.

Se modificando l'attività di un circuito nervoso possiamo modificare un'emozione, significa che esiste una relazione causale tra un processo fisico e un'esperienza psichica.

Ma dobbiamo evitare una conclusione troppo rapida: questo non dimostra che l'emozione sia semplicemente un fenomeno fisico, né che la mente sia riducibile a un singolo neurone.

Le emozioni e i pensieri dipendono dall'attività coordinata di reti nervose, dal corpo e dalle interazioni con il mondo.

La questione diventa allora particolarmente interessante per la tua concezione relazionale della coscienza.

Se un intervento fisico sui neuroni modifica uno stato mentale, possiamo pensare che fisico e psichico siano due regimi interdipendenti di una stessa realtà, anziché due sostanze separate?

Questa interpretazione è compatibile con la tua ADR, ma l'optogenetica, da sola, non la dimostra. Dimostra qualcosa di più circoscritto e comunque importante: modificare determinati processi fisici può modificare il funzionamento mentale.

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