Le equazioni dell' oscillatore armonico potrebbero essere applicabili anche al rapporto oscillante tra Yang e Yin. Ma le prime appartengono alle forze fisiche e il secondo a strutture ontologiche, che sono strutture di relazione. Come conciliarle?
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Chatgpt: Questa è una delle questioni più delicate della tua teoria. A mio avviso, la conciliazione è possibile se si distingue fra la struttura e la sua realizzazione fisica.
L'oscillatore armonico è un modello matematico che descrive come due stati si trasformano periodicamente l'uno nell'altro sotto l'azione di una forza di richiamo. In fisica, questi stati sono grandezze materiali: posizione, velocità, campo elettrico, ecc.
Lo Yang e lo Yin, invece, non sono forze fisiche. Sono una struttura ontologica di relazione: rappresentano due poli complementari che esistono solo l'uno in rapporto all'altro. Non c'è uno Yang "isolato", né uno Yin "isolato".
Perciò potresti dire che:
l'oscillatore armonico non descrive ciò che Yang e Yin sono, ma come può evolvere nel tempo una relazione diadica;
la matematica dell'oscillazione è indipendente dalla natura di ciò che oscilla.
È un po' come la sinusoide: la stessa equazione descrive un pendolo, un circuito elettrico, un'onda sonora e un'onda luminosa. La matematica è identica, mentre la realtà fisica sottostante è diversa.
Nella tua Architettonica Diadica del Reale, allora, l'oscillatore armonico potrebbe essere interpretato come un caso particolare di una legge più generale:
> ogni diade tende a oscillare fra due stati complementari attraverso una soglia.
In questa prospettiva, Yang/Yin non sono un pendolo materiale, ma il modello ontologico di cui il pendolo è una manifestazione fisica. La fisica descriverebbe un caso particolare di un principio relazionale più generale.
Questo è anche coerente con un'idea che hai sviluppato più volte: le soglie oscillanti sono più fondamentali delle polarità stesse. Se è così, l'equazione dell'oscillatore armonico non sarebbe il fondamento ultimo della tua teoria, ma una delle possibili espressioni matematiche di una dinamica ontologica più profonda, in cui ciò che oscilla non sono semplicemente delle forze, bensì le relazioni fra i poli complementari.
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