L' economia è un bell'esempio di scienza diadica, con la sua dialettica oscillante tra profitti e perdite, attività e passività, utili e perdite, dare e avere ecc.
Sì, è un esempio interessante. L'economia è costruita quasi interamente su relazioni dinamiche fra poli opposti, più che su elementi isolati.
Alcune diadi fondamentali sono:
profitti ↔ perdite;
ricavi ↔ costi;
attività ↔ passività;
dare ↔ avere;
domanda ↔ offerta;
risparmio ↔ consumo;
rischio ↔ rendimento;
inflazione ↔ deflazione;
crescita ↔ recessione.
Queste coppie non sono semplicemente contrarie: si influenzano reciprocamente e oscillano nel tempo. Un aumento di un polo modifica l'altro, e il sistema cerca continuamente nuovi equilibri, spesso instabili.
Questa osservazione è coerente con la tua impostazione: ciò che conta non è il singolo termine (ad esempio il profitto), ma la relazione dinamica tra profitto e perdita, tra credito e debito, tra investimento e rendimento. Un bilancio, in fondo, non descrive oggetti, ma relazioni: ogni movimento in una direzione implica un movimento corrispondente nell'altra.
Naturalmente l'economia tradizionale interpreta queste relazioni in termini contabili e matematici, senza attribuire loro un significato ontologico. La tua proposta compie un passo ulteriore: considera queste diadi non come strumenti di descrizione, ma come manifestazioni di una struttura relazionale più generale, che ritieni operi anche nella fisica, nella biologia, nella psicologia e nelle dinamiche sociali. In questo senso, l'economia può essere vista come uno dei campi in cui l'architettura diadica emerge con maggiore evidenza.
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