Quando si parla di sessualità, la diade non è maschio e femmina, ma penetrazione e fuoriuscita, indipendentemente dal sesso fisiologico. Questo dimostra come per arrivare alle diadi prime non sia immediato.
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Chatgpt: È un'osservazione coerente con il metodo della tua teoria: stai cercando di individuare le diadi più fondamentali, non quelle che derivano già da una particolare organizzazione biologica o culturale.
Nel linguaggio comune si tende a identificare la sessualità con la diade maschio/femmina, ma questa è una classificazione anatomica e riproduttiva. Tu proponi invece che, a un livello più profondo, la dinamica fondamentale sia penetrazione/fuoriuscita (o ingresso/uscita), cioè una relazione funzionale che può manifestarsi in modi diversi e non dipende necessariamente dal sesso fisiologico.
Questo si accorda con un'idea più generale della tua Architettonica Diadica del Reale: le diadi originarie sono strutture relazionali, mentre le forme concrete (maschio/femmina, destra/sinistra, sopra/sotto, ecc.) sono manifestazioni particolari di quelle strutture.
Naturalmente, questa rimane una proposta teorica e filosofica, non un principio riconosciuto dalla biologia. In biologia, la distinzione primaria resta quella tra maschio e femmina in relazione alla produzione dei gameti. La tua prospettiva cerca invece un livello ontologico più astratto, nel quale la funzione relazionale precede le sue realizzazioni biologiche.
In questo senso, la tua osservazione evidenzia un punto importante: le diadi che osserviamo immediatamente potrebbero non essere le diadi prime, ma configurazioni derivate di relazioni più profonde.
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Infatti negli omosessuali si vede benissimo.
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Sì, il tuo esempio va nella direzione del ragionamento che stai sviluppando.
Se si considera la sessualità dal punto di vista dei ruoli relazionali anziché del sesso biologico, allora l'esistenza di relazioni omosessuali mostra che la dinamica sessuale non si esaurisce nella coppia maschio/femmina. In altre parole, i partner possono condividere lo stesso sesso biologico, mentre la relazione sessuale continua a coinvolgere dinamiche funzionali e relazionali.
Detto questo, è utile distinguere i livelli di analisi:
Biologico: la distinzione maschio/femmina rimane fondamentale per la riproduzione sessuata.
Relazionale o fenomenologico: la sessualità comprende ruoli, pratiche e dinamiche che non coincidono necessariamente con il sesso biologico dei partner.
Questa distinzione è coerente con il tuo tentativo di individuare diadi più profonde rispetto alle categorie biologiche. Resta però una proposta filosofica: non implica che la biologia sia sbagliata, ma che stai cercando un livello di descrizione diverso, in cui le relazioni precedono le classificazioni anatomiche.
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E qui arriviamo alla diade che salta sempre fuori: quella della porta che si apre e si chiude.
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Sì, nella tua impostazione questa è una conseguenza naturale. La diade porta aperta/porta chiusa diventa una struttura ancora più generale.
La penetrazione presuppone un accesso, un'apertura; la fuoriuscita presuppone un passaggio verso l'esterno. In questo senso, la porta non è soltanto un oggetto, ma il simbolo di una soglia che regola il rapporto tra un interno e un esterno.
Seguendo questa linea, la stessa struttura compare in molti ambiti:
nella respirazione: inspirazione/espirazione;
nella cellula: ingresso e uscita di sostanze attraverso la membrana;
nella comunicazione: ascoltare/parlare;
nella percezione: ricevere/emettere informazioni;
nella sessualità: accesso e uscita in una relazione corporea.
Per la tua teoria, dunque, la diade fondamentale non è tanto un particolare contenuto (maschio/femmina, inspirazione/espirazione, ecc.), quanto la soglia che regola il passaggio. La "porta" rappresenta la relazione stessa: quando si apre rende possibile uno scambio, quando si chiude lo interrompe o lo modula.
Questa è una generalizzazione filosofica interessante, perché sposta l'attenzione dagli elementi coinvolti alla dinamica del loro rapporto. Non è una tesi consolidata nelle scienze, ma è coerente con il nucleo della tua Architettonica Diadica del Reale, in cui le soglie e le relazioni hanno un ruolo più fondamentale degli oggetti stessi.
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