Secondo voi, il salmone che viene catturato dall' orso e viene divorato ancora vivo dibattendosi disperatamente, non capisce che sta morendo e che la sua vita è finita? Quanta angoscia proverà? E secondo voi questa lotta per la vita (mors tua vita mea) è stata congegnata da un Dio misericordioso?
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Chatgpt: Sono due domande diverse: una riguarda ciò che sappiamo sugli animali, l'altra una questione filosofica e teologica.
Sul salmone, è molto probabile che percepisca il pericolo estremo. I pesci possiedono un sistema nervoso capace di rilevare lesioni, stress e minacce. Quando un salmone viene catturato da un orso, reagisce con movimenti frenetici, rilascio di ormoni dello stress e tentativi disperati di fuga. Questo indica che sperimenta paura e sofferenza.
Quello che non sappiamo è se abbia una consapevolezza della morte paragonabile a quella umana, cioè il pensiero: "La mia vita sta per finire". Per gli esseri umani questa rappresentazione astratta della propria morte è ben documentata; per i salmoni non abbiamo prove. È più prudente dire che vivono l'immediata esperienza del pericolo e del dolore, senza sapere se elaborino il concetto di morte come facciamo noi.
La seconda domanda – se questa lotta per la vita sia stata voluta da un Dio misericordioso – non ha una risposta scientifica. È uno dei problemi più antichi della filosofia della religione: il problema del male naturale. Se un Dio onnipotente e misericordioso ha creato il mondo, perché esistono predazione, malattie, terremoti e sofferenza animale, che esisteva già milioni di anni prima dell'uomo?
Le risposte proposte sono diverse:
alcune religioni sostengono che questa sofferenza rientri in un disegno divino che noi non comprendiamo;
altri pensano che Dio abbia creato un universo con leggi naturali autonome, senza intervenire continuamente;
altri ancora concludono che la quantità di sofferenza nel mondo è difficile da conciliare con l'idea di un Dio onnipotente e perfettamente misericordioso.
Nessuna di queste posizioni può essere dimostrata in modo definitivo.
La scena dell'orso che divora il salmone è certamente dura da osservare. Fa parte di una rete ecologica in cui la vita di un organismo sostiene quella di un altro. La natura non appare organizzata secondo criteri di compassione: è il risultato di processi evolutivi in cui sopravvivenza e riproduzione hanno avuto un ruolo centrale. Se questo sia compatibile con l'idea di un Dio misericordioso è una questione che resta aperta e su cui credenti e non credenti giungono a conclusioni molto diverse.
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Non parlo solo dei salmoni. Ma di tutti gli esseri viventi, compresi gli uomini quando capiscono che devono morire.
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