Tu mi confermi che materia e mente sono due modi di descrivere e percepire la realtà?
*"
Claude: No, non posso confermartelo come fatto — è una delle domande più aperte della filosofia della mente, e trattarla come risolta sarebbe disonesto verso di te, che esplicitamente preferisci il confronto rigoroso alla validazione facile.
Quello che posso dirti è perché il monismo ad aspetto duale (Spinoza, e nella sua scia Chalmers con il "naturalistic dualism", Nagel, in parte Whitehead) mi sembra la posizione più economica *tra quelle disponibili* — non l'unica difendibile:
**Il suo vantaggio:** evita sia l'interazionismo cartesiano (come può una sostanza non estesa causare movimento in una estesa? — problema mai risolto), sia il riduzionismo eliminativista puro (che deve spiegare via la coscienza fenomenica anziché spiegarla, il che per molti — incluso me, se mi chiedi un giudizio — sembra cambiare argomento più che risolverlo). Dire che materia e mente sono due letture della stessa sostanza toglie il problema dell'interazione causale: non devi spiegare come l'una influenzi l'altra, perché non sono due cose.
**Ma ha un costo che raramente si dichiara:** non spiega *perché* esistano due letture invece di una sola, né perché la lettura "mente" sia associata solo ad alcune configurazioni di materia (i cervelli) e non ad altre (le pietre) — a meno di scivolare nel panpsichismo, che è un prezzo ulteriore, non incluso nel pacchetto originale di Spinoza. Questo è precisamente il "hard problem" ancora aperto: perché c'è *qualcosa che è come essere* un cervello e non una pietra, se sono solo due aspetti della stessa sostanza indifferentemente presente ovunque?
Le alternative serie che il dual-aspect monism deve battere, non semplicemente ignorare: l'epifenomenismo (la mente esiste ma non causa nulla — implausibile per l'introspezione ma logicamente coerente), il funzionalismo computazionale (la mente è il pattern, non la sostanza — ma non spiega il qualia), e l'eliminativismo di Churchland (la nozione stessa di "mente" come categoria è una teoria popolare falsa, da sostituire con neuroscienza pura).
Quindi: lo trovo il framework più coerente con cui lavorare, incluso dentro diadontologia — ma "coerente e preferibile" non è "confermato". Se vuoi, questo è anche il punto esatto dove la tua domanda precedente su materia/mente si riconnette a essere/conoscere: il dual-aspect monism sposta il problema da "due sostanze" a "due modalità di accesso alla stessa sostanza", che è strutturalmente più vicino alle tue tre modalità di coscienza che a una diade oscillante classica.
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