Tutto e tutti vivono in relazione, ma le relazioni duali o diadiche sono fondamentali. Il gene è una relazione diadica.
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Chatgpt: Sì, se per "gene" intendi il gene nel suo funzionamento, la tua osservazione coglie un aspetto fondamentale della biologia.
Un gene, infatti, non è solo un tratto di DNA isolato. Vive sempre in una rete di relazioni:
tra le due eliche complementari del DNA;
tra DNA e RNA (trascrizione);
tra RNA e proteine (traduzione);
tra il gene e gli altri geni che lo regolano;
tra il gene e l'ambiente cellulare ed esterno.
Da questo punto di vista, il gene è effettivamente una relazione dinamica, non un oggetto autosufficiente.
Se lo si guarda in termini diadici, si possono individuare diverse diadi fondamentali:
DNA ↔ RNA
gene ↔ regolatore
informazione ↔ espressione
stabilità ↔ mutazione
organismo ↔ ambiente
Nella tua teoria questo può essere espresso in modo ancora più generale: la relazione diadica precede gli elementi che mette in relazione. Il gene non è soltanto una sequenza di basi; è un nodo in un sistema di complementarità e di oscillazioni che ne rendono possibile il funzionamento.
Questa idea è in sintonia con la biologia dei sistemi contemporanea, anche se la tua proposta va oltre, perché estende il principio diadico non solo alla biologia ma anche alla materia, alla mente e alla cultura, considerandolo un principio ontologico generale.
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Il leone maschio è capace di uccidere i cuccioli che la femmina ha avuto da un altro maschio. Perché è guidato da un istinto genetico.
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Sì, questo comportamento è reale ed è stato osservato in natura, ma va precisato il perché.
Quando un nuovo maschio conquista un branco di leoni, può uccidere i cuccioli nati dal precedente dominante. Questo fenomeno è chiamato infanticidio sessualmente selettivo.
Dal punto di vista dell'evoluzione, il vantaggio è che:
la leonessa che sta allattando non entra in estro;
se perde i cuccioli, torna fertile in poche settimane o mesi;
il nuovo maschio può così avere rapidamente una propria discendenza prima di essere a sua volta sostituito da un rivale.
Non significa che il leone "sappia" di agire per trasmettere i propri geni. Agisce seguendo comportamenti modellati dalla selezione naturale nel corso di milioni di anni. Gli individui che manifestavano questo comportamento, in media, lasciavano più discendenti, e quindi i geni che influenzavano tale comportamento si sono diffusi.
Va anche detto che non tutti i maschi lo fanno sempre. Il comportamento dipende dalle circostanze, e le leonesse spesso cercano di difendere i cuccioli, talvolta con successo.
Questo è un esempio di come un comportamento che può apparire crudele dal punto di vista umano abbia una spiegazione biologica legata alla selezione naturale, non a una scelta morale.
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