lunedì 10 agosto 2020

Prima e dopo il mondo

 

La coscienza nasce inconsapevolmente: questo è il paradosso. Senza che noi abbiamo deciso nulla, un giorno diventiamo coscienti e diciamo “io sono”. Ma da dove viene questa consapevolezza?

Succede così anche con il corpo, che è cibo trasformato. Senza cibo, non ci sarebbe corpo. E proprio lì un bel giorno appare la coscienza. Non si può dire né che scegliamo né che decidiamo nulla. Però, una cosa è certa: che senza cibo non ci sarebbero né il corpo né la coscienza. E, quando smetteremo di mangiare, scompariranno entrambi.

Il tutto sembra un gioco di prestigio e noi siamo un po’ attori, un po’ spettatori e un po’ autori. Sì, perché ciò che ci appare – il mondo intero – dipende dalla nostra mente, che non è una semplice spettatrice, ma anche colei che proietta e inventa l’intero scenario. Senza di lei, dove finisce il mondo?

Il mondo è uno spettacolo che creiamo noi stessi. E tutto è provvisorio, instabile e mutevole. Ecco perché nessuna esperienza può essere piena e soddisfacente. Viviamo un sogno, viviamo un’illusione. La stessa esperienza di essere non ha consistenza.

Se cerchiamo la consistenza, la continuità e la permanenza non possiamo trovarla in un sogno evanescente. Ma prima e dopo.

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