domenica 23 agosto 2020

Il testimone senza tempo

 

Quando sei disperato, anche se non te ne accorgi, c’è una parte di te che ne è testimone (altrimenti come faresti a saperlo?) e che in realtà è come un punto distaccato, non toccato da ciò che osserva.

Anche quando sei felice o in qualunque altro stato emotivo c’è un punto di osservazione che non ne viene travolto, ma osserva impassibile e imperturbabile – come se fosse una telecamera che vede e registra tutto.

Ora, la tua natura ultima è più vicina a quella del testimone che a quella emotiva. È un grande occhio che prende nota di tutto senza farsene coinvolgere.

Meditare è familiarizzarsi con una visione di questo tipo piuttosto che identificarsi con l’altalena caotica degli stati d’animo. Finché non mediti sei come un sughero sballottato dalle onde. Poi, con l’età e con la pratica, scopri che è più saggio assumere la posizione del testimone (atman) che sta al di sopra degli stati duali, dei desideri sempre insoddisfatti e delle illusioni e dei sogni della mente.

Non sei il corpo, non sei la mente – sei il testimone, che ha già un piede nella trascendenza.

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