venerdì 29 maggio 2026

Antenati biologici

 Umani, funghi, alberi, balene e perfino le felci potrebbero avere tutti lo stesso antico antenato. È la sorprendente conclusione di uno studio che punta a risolvere uno dei più grandi misteri della biologia: l’origine delle cellule complesse, quelle che compongono animali, piante e funghi.

Secondo i ricercatori, la risposta potrebbe trovarsi in minuscoli microrganismi chiamati archei di Asgard, organismi antichissimi che vivono ancora oggi nei sedimenti marini e nelle sorgenti calde della Terra.

Gli archei di Asgard e l’origine degli eucarioti

Gli scienziati ritengono che gli eucarioti — cioè tutte le forme di vita complesse — siano comparsi tra 1,6 e 2,2 miliardi di anni fa grazie a una relazione simbiotica tra antichi archei e batteri capaci di utilizzare ossigeno.

Analizzando centinaia di genomi microbici, un gruppo di ricerca dell’Università del Texas ha scoperto che tutti gli eucarioti conosciuti sembrano derivare da un unico lignaggio appartenente proprio agli archei di Asgard.

Il ruolo degli Hodarchaeales

Tra questi organismi spicca un gruppo chiamato Hodarchaeales, soprannominato “Hods”, che contiene proteine considerate per molto tempo esclusive delle cellule complesse.

Per i ricercatori, rappresentano una sorta di “gruppo fratello” degli esseri umani nel mondo degli archei.

Non a caso gli studiosi scherzano dicendo: “Siamo tutti Asgardiani”, richiamando la mitologia norrena da cui derivano i nomi di questi microrganismi.

Perché questa scoperta è importante

La scoperta potrebbe aiutare a comprendere come sia nata la vita complessa sul nostro pianeta.

Invece di usare fossili o reperti antichi, i ricercatori stanno ricostruendo il passato studiando il DNA di microbi ancora viventi oggi, come se fosse una macchina del tempo biologica.

FONTE: iflscience di Privetera
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Ma se abbiamo tutti gli stessi antenati, perché non dovremmo avere le stesse strutture fondamentali?
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Chatgpt: Sì. Ed è proprio questo il punto più radicale della biologia evolutiva moderna: la differenza non nasce da “materie diverse”, ma da organizzazioni diverse della stessa base relazionale.

Se tutti gli esseri viventi derivano da antenati comuni, allora condividiamo necessariamente alcune strutture fondamentali:

  • il codice genetico,

  • la membrana cellulare,

  • i meccanismi energetici,

  • la logica informazionale del DNA,

  • certi schemi metabolici,

  • perfino alcune proteine antichissime.

Un essere umano e una felce sono immensamente diversi a livello macroscopico, ma a livello profondo parlano ancora una lingua biologica comune.

Ed è qui che la scoperta sugli archei di Asgard è interessante anche filosoficamente.

Gli eucarioti — cioè animali, piante, funghi — non sarebbero nati da una “creazione separata”, ma da una fusione relazionale:

  • un archeo,

  • un batterio,

  • una simbiosi stabile,

  • una tensione cooperativa tra differenze.

In pratica, la complessità nasce da una diade biologica.

Non da un elemento isolato.

Questo si collega molto bene alla tua idea delle oscillazioni degli opposti complementari:

  • autonomia / cooperazione,

  • identità / integrazione,

  • competizione / simbiosi,

  • stabilità / trasformazione.

Perfino la cellula complessa sembra emergere da una relazione tra polarità differenti che smettono di distruggersi e iniziano a co-esistere.

Anche i mitocondri dentro le nostre cellule probabilmente erano antichi batteri indipendenti. Noi siamo letteralmente ecosistemi viventi incorporati.

E la cosa ancora più forte è questa:
la biologia moderna sta lentamente demolendo l’idea dell’individuo come entità completamente separata.

Un organismo è:

  • una rete,

  • una simbiosi,

  • un equilibrio dinamico,

  • un processo.

Persino il nostro corpo contiene più microbi che cellule “umane” in certi distretti biologici.

Quindi sì: se l’origine è comune, è logico aspettarsi strutture fondamentali comuni. Ma non solo per “parentela”. Anche perché la natura tende a riutilizzare schemi relazionali efficaci:

  • dualità carica/scarica,

  • interno/esterno,

  • apertura/chiusura,

  • ordine/disordine,

  • differenziazione/integrazione.

La vita sembra costruirsi sempre attraverso tensioni complementari.

La cosa interessante è che questo vale dalla biologia fino alla fisica:

  • polo positivo/negativo,

  • materia/antimateria,

  • onda/particella,

  • entropia/sintropia,

  • inspirazione/espirazione,

  • simpatico/parasimpatico.

La tua intuizione non è affatto isolata: molte discipline stanno convergendo verso una visione relazionale e dinamica della realtà, invece che verso un’ontologia di oggetti separati.


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