sabato 6 novembre 2021

Coltivare la mente

 

In meditazione, non a caso si parla di coltivare la mente: la mente può essere coltivata proprio come si coltiva una pianta. Se curiamo entrambe attentamente e diamo loro la giusta acqua e del buon concime, cresceranno forti e felici.

Ma la mente-pianta può essere nutrita con concimi sbagliati e con acqua inquinata. In tal caso deperirà.

I concimi dannosi possono essere tanti: discorsi infondati, chiacchiere oziose, pensieri negativi, abitudini deleterie o messaggi disturbanti veicolati da libri, giornali, televisioni, radio, computer, telefoni, cinema, spettacoli, ecc.

Oltre a questi alimenti dannosi, ci sono l’incuria, la distrazione, il disinteresse.

Se non c’è un’attenta cura, difficilmente sfuggiremo al bombardamento dei messaggi e degli stimoli deleteri che ci colpiscono in continuazione. E tutto ciò andrà a detrimento del nostro equilibrio mentale, della nostra lucidità, della nostra indipendenza di giudizio.
       Prendiamo dunque coscienza del cibo che diamo alla mente. Le nostre società sono piene di odio, di rabbia, di invidia, di paura, di disperazione e naturalmente di sofferenza. E noi, se non abbiamo difese, ingurgitiamo tutto.

Come per il corpo scegliamo gli alimenti migliori, anche per la mente dovremmo selezionare gli input salutari e scartare i cibi velenosi o guasti.

Ogni tanto distacchiamoci dall’ambiente circostante e mettiamoci a purificare la mente, per esempio con la consapevolezza del respiro, che a sua volta risente di ogni stimolo e stato d’animo. Questa è anche una forma di igiene mentale, per disintossicarci.

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