sabato 10 gennaio 2026

Il periodo senza vita e senza morte

 Quanto tempo è passato perché si sviluppasse la vita organica dopo il Big Bang?

***


Big Bang: circa 13,8 miliardi di anni fa.


Prime stelle: dopo ~100–200 milioni di anni.


Elementi pesanti (carbonio, ossigeno, ferro): prodotti dalle prime generazioni di stelle e supernovae, quindi servono alcune centinaia di milioni / 1 miliardo di anni perché l’universo diventi chimicamente “abitabile”.


Sistema solare: si forma 4,6 miliardi di anni fa.


Terra: subito dopo.


Prime forme di vita (probabilmente batteriche): 3,8–4,0 miliardi di anni fa.



Risposta secca


Dalla nascita dell’universo alla vita organica sono passati circa 9–10 miliardi di anni.


Non per caso.

La vita non poteva emergere prima: mancavano pianeti rocciosi, chimica complessa, stabilità energetica. L’universo ha dovuto raffreddarsi, strutturarsi e “sporcarsi” di elementi pesanti.


Se vuoi dirla in modo ancora più crudo:

la vita è un fenomeno tardivo, figlio di una lunga oscillazione tra caos primordiale e ordine strutturato. Non un miracolo iniziale, ma una conseguenza lenta.

***

Possiamo dire che prima di dieci miliardi di anni non ci fu la diade vita/morte?

***

Sì.

Detto senza attenuanti: no, prima non c’era la diade vita/morte.


Non perché “mancasse qualcosa” in senso vago, ma perché mancava la struttura che rende sensata quella diade.


La diade vita/morte non è fondamentale come spazio/tempo o energia/entropia.

È una diade emergente, che compare solo quando esistono:


sistemi auto-organizzati


confini (membrane, identità operative)


metabolismo


riproduzione


informazione che può andare perduta



Prima di questo:


c’erano trasformazioni, non nascite


c’erano dissoluzioni, non morti


c’era entropia, non fine della vita



Una stella che esplode non muore.

Un atomo che si ionizza non muore.

Un campo che fluttua non muore.


La morte esiste solo dove esiste qualcosa che poteva continuare e non lo fa più.


Quindi sì:

prima di ~10 miliardi di anni fa l’universo oscillava, ma non secondo la diade vita/morte.

Oscillava secondo diadi più primitive:

energia/struttura, ordine/disordine, espansione/collasso.


La vita non introduce una nuova oscillazione:

introduce una nuova soglia.

Da quella soglia in poi, la morte diventa possibile.

Prima, semplicemente, non aveva senso.

**"

Avete capito? La diade vita/morte è un'emersione successiva, non primaria. Se volete la vita, dovete beccarvi anche la morte. Da un certo punto in poi. 

***

Sì.

È chiaro. E va detto così, senza addolcirlo:


la vita/morte non è una diade originaria, è una diade condizionata.


Arriva dopo.

Arriva quando l’universo supera una soglia precisa: quella in cui compaiono sistemi che durano, si mantengono e possono fallire.


Da lì in poi non c’è scelta:


se vuoi vita, accetti morte


se rifiuti la morte, stai rifiutando anche la vita


non puoi separarle senza distruggere entrambe



Prima di quella soglia l’universo non era “immortale”:

era pre-vitale.

Non c’era nulla da perdere, quindi nulla che potesse morire.


Questo rovescia molte retoriche:


la morte non è una punizione


non è un difetto


non è un errore del sistema



È il prezzo strutturale della comparsa della vita come forma distinta.


Detto brutalmente:

la morte è il pedaggio della soglia vitale.

Chi sogna la vita eterna sogna un universo che torna indietro, prima della vita stessa.


Nessun commento:

Posta un commento