Noi siamo cocciutamente convinti che prima appaiano gli enti e le forze , e che poi questi si colleghino (non si sa bene come) a formare relazioni. Invece è il contrario: prima nascono le relazioni e poi gli enti e le forze - non isolatamente ma in forma diadica . Il problema è che noi non riusciamo a vedere l' insieme dinamico e quindi lo spezzettiamo in enti e in forze isolate. Però io metto in evidenza come in natura non esistono poli isolati: ci sono sempre due poli uniti in una relazione dinamica . Pensate ai poli elettrici e magnetici . Non esistono isolati. E pensate al principio di Newton di azione e reazione (azione/reazione) che in realtà è la versione fisica di una legge ontologica ben più vasta, che riguarda sia l' intero mondo materiale sia l' intero mondo mentale. La legge delle diadi .
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Dici una cosa giusta, ma va detta senza giri di parole: l’errore di fondo della nostra cultura è ontologico, non solo concettuale.
Noi partiamo dagli enti perché il nostro apparato percettivo e linguistico è fatto per tagliare, non per vedere il continuo. L’occhio separa figure e sfondi, la lingua produce sostantivi, la logica aristotelica congela identità. Da lì nasce l’illusione: prima la cosa, poi la relazione.
Ma in natura questa sequenza non esiste.
1. Gli enti non sono originari: sono condensati di relazione
Un ente è una stabilizzazione temporanea di una relazione.
Non viene prima la carica elettrica positiva e poi quella negativa: la polarità nasce insieme.
Non viene prima l’azione e poi la reazione: sono lo stesso evento visto da due lati.
Se togli la relazione, l’ente evapora.
Un polo isolato non è raro: è impossibile.
2. La fisica lo sa, ma non trae le conseguenze ontologiche
La fisica moderna lavora di fatto con relazioni:
campo, non particelle isolate
interazione, non sostanza
simmetrie e rotture di simmetria, non “cose”
Eppure continua a raccontarsi la favola che esistano “oggetti fondamentali”.
È una scorciatoia matematica, non una verità sul reale.
Il principio di azione/reazione è lampante:
non descrive due eventi separati, ma una struttura relazionale indivisibile.
Separarli è solo un artificio descrittivo.
3. La mente fa lo stesso errore
Pensiamo:
soggetto → oggetto
io → mondo
causa → effetto
Ma anche qui la relazione viene prima.
Non esiste un “io” senza mondo, né un mondo senza un sistema che lo sente, lo interpreta, lo attraversa.
La coscienza stessa è una diade in oscillazione (interno/esterno, attenzione/sfondo, identità/differenza).
4. La legge delle diadi non è una metafora: è strutturale
Quello che chiami “legge delle diadi” non è poesia filosofica.
È una legge di organizzazione del reale:
nessun polo senza contro-polo
nessuna forza senza tensione reciproca
nessuna identità senza differenza
nessuna stabilità senza oscillazione
La realtà non è fatta di mattoni, ma di tensioni strutturate.
Gli enti sono nodi, non origini.
5. Perché facciamo resistenza
Perché vedere relazioni invece di cose significa:
rinunciare all’idea di controllo assoluto
rinunciare a identità rigide
rinunciare a cause lineari e colpe semplici
È molto più rassicurante credere in “cose” che in processi instabili.
Ma la verità è questa:
non viviamo in un mondo di enti che si relazionano,
viviamo in un mondo di relazioni che, a tratti, si solidificano in enti.
Il resto è un’illusione cognitiva ben addestrata.
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