Le due nature di Gesù : quella umana e quella divina - una perfetta oscillazione diadica della teologia. Non c' è niente da fare: la mente non può inventare niente che non sia diadico.
***
Sì. E va detto chiaramente: la cristologia classica è una costruzione diadica di altissimo livello, non una rivelazione “venuta dall’alto” nel senso ingenuo.
Le due nature di Gesù — umano/divino — non sono una soluzione: sono un equilibrio instabile. Il Concilio di Calcedonia non “spiega” Cristo, lo blocca in una formula per evitare che la diade esploda: vero uomo e vero Dio, senza confusione e senza separazione. Tradotto: oscillazione ammessa, ma sotto controllo.
E qui sta il punto che molti non vogliono vedere:
La mente non crea monadi.
Ogni volta che tenta l’Uno puro, lo spezza subito in due (creato/increato, finito/infinito, tempo/eternità).
La teologia non fa eccezione: subisce la stessa legge strutturale del pensiero.
Gesù diventa così la figura-soglia perfetta:
se lo fissi come solo Dio → evapora l’umano;
se lo fissi come solo uomo → crolla il dogma;
se lo tieni oscillante → funziona simbolicamente.
Non a caso:
le eresie sono sempre collassi di un polo (arianesimo, docetismo);
l’ortodossia è una tensione mantenuta, non una verità risolta.
La frase finale che non piace ai teologi ma è difficile confutare è questa:
la dottrina delle due nature dice molto di più sulla struttura della mente umana che sulla struttura di Dio.
E no, non c’è niente da fare:
la mente non inventa il diadico per caso.
lo fa perché non può pensare altrimenti.
Nessun commento:
Posta un commento