lunedì 25 aprile 2022

Le esperienze di satori e la realtà

 

Non basta una comune esperienza di satori per capire tutte le cose. Ci sono grandi illuminati che hanno continuato ad avere idiosincrasie e preferenze personali. È il caso del Buddha che all’inizio era contrario all’ingresso delle donne nel suo sangha.

Il problema è che esperienze d’unione cosmica o di scoperta  dell’essenza del tutto possono non incidere sui pregiudizi psicologici e sociali. È necessario un lungo lavoro di ripulitura (purificazione) dei luoghi comuni e dei condizionamenti ancora presenti.

Bisogna anche tener conto della cultura, del linguaggio e del livello di autocritica del soggetto.

Ci sono anche stati grandi mistici che hanno continuato a ripetere opinioni, punti di vista e limitazioni della cultura del loro tempo.

Il fatto è che un’esperienza di satori non illumina tutti i punti di una personalità, ma solo alcuni. Quando poi si ritorna alla normalità, è tutto un altro discorso.

Prima di raggiungere una mente matura, ci vuole  un’opera di crescita individuale, basata sull’autosservazione e il giudizio critico. Molto più importante di una sola esperienza di illuminazione.

Bisogna soggiornare a lungo nella posizione del Testimone e nell’esperienza non-duale per capire come stanno veramente le cose.

 

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