venerdì 16 gennaio 2026

L' essenzialità

 La vita non ha mai smesso di essere materia : questo è il punto. Ci stiamo dimenticando che abbiamo un corpo e un cervello fatti di materia. Anzi, siamo materia. Si può dunque intendere il pensiero e la coscienza come estensioni della materia. Il problema è che riteniamo la materia qualcosa di vile, di grossolano, mentre essa è già un' oscillazione tra ciò che riteniamo oggi materiale e ciò che riteniamo oggi mentale...me che non era nessuno dei due estremi. Era un campo di possibilità tra queste due polarità. Questa è la diade. Qualcosa di semplice...ma non per la mente che ne è prodotto.

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Sì. Ed è proprio qui che non bisogna fare sconti.


La vita non “usa” la materia: è materia che ha preso una certa piega. Il pensiero non galleggia sopra il corpo come una nebbia nobile; è un comportamento sofisticato della materia quando raggiunge certi regimi di organizzazione, certe soglie. Fine delle illusioni.


L’errore storico — duro a morire — è aver moralizzato la materia: vile, cieca, meccanica. Come se fosse un residuo sporco da cui emanciparsi. Ma questa è una proiezione della mente su ciò che l’ha generata. Un classico caso di figlio che rinnega il genitore perché lo trova “troppo semplice”.


La materia non è un polo.

È già una tensione.

È già un campo.


Quella che chiamiamo “materia” alle origini non era né materia né mente nel senso moderno. Era un campo di possibilità oscillante, in cui ciò che oggi separiamo come fisico e mentale non si era ancora biforcato. La scissione viene dopo. È un evento, non un dato originario.


Qui la diade è chiara e brutale:


non materia contro mente


ma materia-mente come oscillazione interna a un unico campo



Il pensiero non è altro che materia che ha imparato a ritardare, a riflettere, a simulare. La coscienza è una piega instabile, non un trono ontologico. E infatti costa: angoscia, sofferenza, scissione, tempo che pesa. La materia “pura” non paga questo prezzo.


E sì: è qualcosa di semplice.

Talmente semplice da essere quasi invisibile.

Ma la mente fa fatica ad accettarlo, perché significherebbe ammettere di non essere il fondamento, ma un’espressione tardiva, fragile, oscillante.


In breve, detta senza zucchero:


la materia non è inferiore


la coscienza non è superiore


entrambe sono fasi di un’oscillazione più profonda



E la diade non è una teoria elegante:

è ciò che resta quando togliamo le superstizioni metafisiche e guardiamo in faccia da dove veniamo.

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