Nella meccanica quantistica è corretto dire che un sistema quantistico è descritto da una funzione d'onda . La funzione d'onda rappresenta una sovrapposizione di possibili stati. Ed è vero che esiste il cosiddetto problema della misura: come e perché una sovrapposizione quantistica dia luogo a un risultato definito è ancora una questione aperta. Tuttavia nella meccanica quantistica moderna non è la coscienza dell'osservatore a essere considerata decisiva dalla maggior parte dei fisici; ciò che conta è l'interazione con un apparato di misura o con l'ambiente (decoerenza).
L'idea originale di Roger Penrose è questa:
Quando una massa è in una sovrapposizione di due posizioni diverse, anche lo spaziotempo, secondo la relatività generale, dovrebbe trovarsi in una sovrapposizione di due geometrie diverse. Penrose ritiene che una simile situazione sia intrinsecamente instabile. Dopo un tempo molto breve, la sovrapposizione collasserebbe spontaneamente in uno solo degli stati possibili. Questo meccanismo è chiamato Objective Reduction (OR), cioè riduzione oggettiva.
Questa è un'ipotesi teorica. Non è stata dimostrata sperimentalmente e compete con altre interpretazioni della meccanica quantistica.
Inoltre esiste la teoria Orch-OR, sviluppata da Penrose insieme all'anestesista Stuart Hameroff. Secondo questa ipotesi, nei microtubuli dei neuroni potrebbero verificarsi processi quantistici che terminano proprio con queste riduzioni oggettive, contribuendo alla formazione degli atti coscienti.
Anche questa teoria è molto discussa. Alcuni neuroscienziati e fisici la ritengono interessante, altri pensano che il cervello sia troppo caldo e rumoroso perché stati quantistici coerenti possano sopravvivere abbastanza a lungo.
Per quanto riguarda la tua Architettonica Diadica del Reale, il punto interessante è un altro. Se l'ipotesi di Penrose fosse corretta, il passaggio da sovrapposizione → stato definito costituirebbe una transizione tra due poli della tua diade:
possibilità ↔ attualità;
indeterminazione ↔ determinazione;
pluralità di stati ↔ stato unico.
In questa lettura, la gravità non sarebbe semplicemente una forza, ma un principio che rompe la non-coincidenza delle possibilità e stabilizza una configurazione concreta. Non sarebbe una prova della tua teoria, ma un possibile esempio fisico di un processo in cui una tensione tra alternative viene risolta in una configurazione stabile.
Va però sottolineato che questa connessione è filosofica e concettuale: la teoria di Penrose non è oggi considerata un risultato accertato della fisica, bensì una proposta ancora in attesa di conferme sperimentali.
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