domenica 22 maggio 2022

La possibile trascendenza

 

La possibile trascendenza

Quando si rimane a lungo nella posizione del Testimone, osservando tutto ciò che ci succede e allargando il campo a tutto ciò che succede nel mondo, senza pregiudizi e lasciando perdere quello che c stato insegnato, appare evidente che esiste una lotta tra uomini e tra principi contrapposti, che non è destinata a sanarsi perché è costituzionale (cioè fa parte di come è stato fatto il mondo, escludendo che ci possa essere una vittoria del bene e di qualche dio buono). Anzi, osservando che il male è sempre presente e che ogni cosa e ogni essere  è avviato alla distruzione, si potrebbe essere pessimisti. Il male sembra trionfare.

Ma non è così: il male è eterno come il bene, e nessuno dei due potrà vincere sull’altro. È necessario un equilibrio che esclude l’ottimistico trionfo del bene e dell’amore, ma anche il contrario.

Questo significa che ogni cosa è impermanente, destinata a durare per poco e poi a finire.

Non è un male, perché se le cose fossero eterne, non ci sarebbe avvicendamento e il mondo collasserebbe.

Dunque le cose e gli esseri sono impermanenti, sono instabili e sono fatti per essere annientati. Almeno a livello individuale e su questo piano d’esistenza.

Per capire perché il meccanismo della vita-morte, sia stato così concepito, bisogna mettersi su un altro piano di comprensione, quello che, anziché schierarsi dalla parte del bene o del male, riesce a trascendere la contrapposizione e a capirne la logica. Non è facile.

Bisogna mettersi al di là del dualismo e contemplare il tutto. Da una posizione che è già trascendenza. La trascendenza che non è un dio – come ritengono gli ingenui e i sempliciotti – ma una trascendenza della mente, possibile solo nel distacco e nella consapevolezza pura.

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