venerdì 20 maggio 2022

Iniziare a meditare

 

Iniziare a meditare

In meditazione s’inizia a trovare una posizione di rilassamento e di concentrazione, in genere seduta. Secondo la tradizione si tratta di una posizione a gambe incrociate, ispirata allo yoga. Ma in Oriente si era abituati a stare seduti così. Quindi non è necessaria la postura a gambe incrociate – basta che sia comoda. Noi possiamo stare seduti anche su una poltrona. L’importante è che ci sia l’idea che è una postura da usare solo per la meditazione. Dunque, l’intenzione deve essere definita.”Mi siedo qui e ora per meditare.”

La postura per meditare comporta una ritrazione da un mondo troppo sensoriale, troppo stimolante. Perciò il soggetto cambia l’oggetto dell’attenzione – dal mondo esterno a quello delle reazioni interne. In sostanza, ci si concentra su che cosa si riceve, su che cosa avviene o in risposta agli stimoli esterni (per esempio, suoni, odori, ecc.) o come produzione propria (per esempio, sentimenti, emozioni, immagini, pensieri, ricordi, ecc.).

In sostanza, il meditante diventa sempre meno attento al mondo esterno e sempre più sensibile al mondo interno.

La prima cosa di cui ci si accorge è il continuo affluire di materiale interno, tanto che è difficile trovare una mente vuota o libera.

Questo significa che siamo continuamente influenzati non solo dagli eventi esterni, ma dalle nostre interpretazioni. Addirittura, in certi casi, queste ultime influenzano gli eventi esterni, per esempio dando loro un’eccessiva importanza.

Il distacco dunque è uno dei primi requisiti e risultati della postura della meditazione,

Il soggetto si rende conto che è troppo attaccato a certe cose o a certi pensieri o che è troppo abitudinario. E che è come un turacciolo in balia delle onde.

Quindi uno dei primi risultati della meditazione è dare un certo ordine al mondo interno, evitando le emozioni forti, la confusione, la distrazione e lo stress. È una forma di acquietamento e di presa di possesso.

A questo punto, ci si può concentrare sul respiro o su singoli oggetti, come esercizio di concentrazione. Ma la cosa più importante è assumere una posizione di osservazione di tutto il materiale che entra nel campo mentale, sia quello che viene dall’esterno (in seguito agli input sensoriali) sia quello che viene dalla mente stessa.

La posizione del Testimone, oltre a farci rendere conto che cosa si agita dentro di noi. ci permette un distacco dai materiali inutili e ripetitivi e una decostruzione del nostro mondo. Perché ci si rende consapevoli che il mondo è in gran parte una nostra rappresentazione e che possiamo incominciare a cambiarlo per le parti che non ci piacciono.

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