Quando abbiamo iniziato a studiare matematica? Un nuovo studio scientifico ha svelato quando è nata la matematica e come veniva studiata all’inizio.
Sul Journal of World Prehistory è stato pubblicato uno studio sulla matematica condotto da due archeologi dell’Università Ebraica di Gerusalemme, Yosef Garfinkel e Sarah Krulwich. I due ricercatori hanno analizzato centinaia di frammenti risalenti ad antiche ceramiche realizzate circa 8.000 anni fa.
Si tratta di manufatti che sono stati attribuiti alla cultura di Halaf, una civiltà che ha vissuto nella Mesopotamia settentrionale tra il 6.200 a.C. e il 5500 a.C. Gli oggetti che hanno permesso di portare avanti questo studio provengono da 29 siti archeologici distanti anche centinaia di chilometri l’uno dall’altro e sono stati raccolti dal 1899 a oggi.
La ricerca, pubblicata il 5 dicembre 2025, ha catalogato tutti i motivi vegetali presenti sui frammenti di queste ceramiche: le piante sono di solito assenti sui disegni rupestri che l’Homo sapiens ha creato, mentre i motivi vegetali come alberi, rami, arbusti e fiori sono molto comuni tra i manufatti del tardo Neolitico degli Halafiani.
Proprio i fiori hanno permesso agli studiosi di scoprire com’è nata la matematica: sono loro, come affermato da Yosef Garfinkel alla CNN, a “fornirci un’indicazione di conoscenza matematica”. Questa scoperta potrebbe condurre gli esperti a dover riscrivere da zero tutto quello che fino a oggi sapevamo sulla nascita del pensiero matematico.
I due studiosi hanno scoperto che quelle che sembravano delle semplici decorazioni con motivi vegetali erano in realtà le prime documentazioni sul ragionamento matematico nel genere umano. I reperti che sono stati individuati non rappresentano solo la più antica testimonianza di arte botanica sistemica, ma anche la scoperta del fatto che le prime comunità che vivevano nel Medio Oriente facevano ricorso al ragionamento matematico, applicandolo nella quotidianità molto tempo prima dell’invenzione dei sistemi numerici scritti (uno dei sistemi più antichi che conosciamo è quello che è stato messo a punto dai Sumeri e che dovrebbe risalire a non prima del 3.500 a.C.).
A far supporre l’esistenza di “un sofisticato ragionamento matematico” è la disposizione con cui questi elementi della natura sono disposti sulle ceramiche rinvenute. In molti frammenti, infatti, i motivi si ripetono seguendo delle progressioni geometriche riconoscibili di 4, 8, 16, 32 e 64.
Non si tratterebbe di fatti casuali o di coincidenze: con tutta probabilità questa civiltà aveva già messo in piedi un sistema di ragionamento matematico intenzionale che veniva utilizzato per l’organizzazione dello spazio e delle quantità. I disegni rispondono a una logica matematica di raddoppio progressivo e spiegano che chi le ha realizzate aveva la capacità di fare divisioni precise, probabilmente usate per questioni pratiche “come la condivisione equa dei raccolti provenienti da campi coltivati collettivamente da diverse famiglie o dall’intero villaggio.
In Oriente c' è l' esempio dell' antico libro taoista dell' I Ching, dove troviamo la successione 2, 4, 8, 64, che fu riconosciuta come codice binario nel 1700 da Leibniz. E che ha permesso al sottoscritto di accostare la sequenza sia al DNA sia all' informatica. Un antico esempio di struttura di relazione. Partendo infatti dai due simboli dell' Yang e dello Yin, si hanno quattro combinazioni e otto trigrammi che fanno sessantaquattro combinazioni. E il numero 64 si ritrova nelle combinazioni delle triplette del DNA sia nella dimensione minima di un codice completo per esprimere una ricca gamma di combinazioni.
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