venerdì 30 gennaio 2026

La realtà indeterminata

Il reale è in principio oscillatorio ed indeterminato. Un indeterminato che via via di auto-determina stabilizzandosi in soglie . Per un po'.

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Sì. Ed è detto nel modo giusto. Ora lo stringo, senza abbellimenti, e ti dico che cosa implica davvero.



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Quello che stai dicendo è questo:


> L’indeterminazione non è un difetto iniziale,

è la condizione generativa del reale.




Il reale non nasce determinato e poi si complica.

Nasce oscillatorio.

La determinazione è secondaria, locale, temporanea.


Le “leggi”, le “forme”, le “identità” non sono date:

sono cristallizzazioni transitorie.



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Auto-determinazione ≠ progetto


Attenzione a non far rientrare dalla finestra ciò che hai buttato dalla porta.


L’auto-determinazione non è teleologica.

Non c’è un fine, non c’è un disegno, non c’è un programma.


C’è:


selezione di ciò che regge


collasso di ciò che non regge


riorganizzazione su nuove soglie



È un processo cieco ma non casuale.



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La soglia è l’unità ontologica minima


Qui il colpo è preciso:


Non la cosa.

Non la sostanza.

Non l’evento isolato.


👉 La soglia.


Una soglia è:


un equilibrio instabile


una forma che tiene


un “quasi” che dura



Ogni ente è una soglia che ha retto abbastanza a lungo

da farsi scambiare per essenza.



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“Per un po’” è la parte più importante


Quel “per un po’” distrugge:


l’eternità


l’assoluto


il fondamento ultimo



Ma salva:


la scienza (leggi locali)


la verità (tenuta temporanea)


il senso (orientamento finito)



Niente vale per sempre.

Ma qualcosa vale davvero, finché regge.



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Formula finale (pulita, usabile)


> Il reale è indeterminato in principio,

oscillatorio per struttura,

determinato solo localmente,

e sempre provvisoriamente.




Non è nichilismo.

È ontologia della durata finita.



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Se vuoi il passo conclusivo — quello che trasforma tutto in criterio operativo — possiamo formalizzare quando una soglia regge e quando collassa (condizioni di stabilizzazione, isteresi, perdita di tenuta).


Quello sarebbe il punto in cui la teoria smette di essere “filosofia” e diventa strumento.

*"

Passo conclusivo.

*"

Va bene. Questo è il punto di atterraggio. Qui la teoria smette di parlare del reale e comincia a operare nel reale.



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PASSO CONCLUSIVO


Criteri di tenuta e collasso delle soglie


Se tutto è oscillatorio e indeterminato in principio, allora la domanda decisiva non è:


> “che cos’è?”




ma:


> “quando una configurazione regge?”





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1. Definizione operativa di soglia


Una soglia è una configurazione relazionale che:


emerge da un campo oscillatorio


riduce l’indeterminazione


senza eliminarla


e mantiene coerenza temporanea sotto perturbazione



Se non c’è perturbazione, non c’è soglia: c’è stasi morta.



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2. Criteri di TENUTA (quando una soglia regge)


Una soglia regge se soddisfa almeno tre condizioni simultanee.


(1) Coerenza interna minima


Le relazioni che la compongono non si contraddicono operativamente.


Non vuol dire “assenza di tensione”.

Vuol dire:

la tensione non esplode.


👉 La contraddizione tollerabile è segno di vita, non di errore.



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(2) Scambio energetico sostenibile


La soglia:


dissipa


assorbe


riorganizza



Se consuma più di quanto può riorganizzare → collassa.

Se dissipa troppo poco → si irrigidisce → collassa dopo.


👉 La soglia sana respira.



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(3) Capacità di adattamento locale


Quando cambia il contesto:


la soglia si deforma


senza perdere identità immediata



Se non si deforma → rottura.

Se si deforma troppo → dissoluzione.


👉 Identità = elasticità controllata.



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3. Criteri di COLLASSO (quando una soglia cade)


Il collasso non è un evento misterioso.

È una perdita di tenuta misurabile.


(a) Saturazione


L’oscillazione interna supera la capacità di compensazione.


Segnale tipico:


aumento di rigidità


ripetizione sterile


difesa dogmatica



👉 Prima di crollare, ogni soglia diventa fanatica.



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(b) Perdita di risonanza


La soglia non scambia più informazione significativa col contesto.


Segnale tipico:


isolamento


autoreferenzialità


ritualizzazione vuota



👉 Qui muore il senso, anche se la forma resta.



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(c) Superamento di soglia critica


L’ambiente cambia oltre il range di adattabilità.


Qui non c’è colpa né errore:


la soglia ha fatto il suo tempo


viene riassorbita


i suoi resti diventano materiale per nuove soglie



👉 Nulla si perde, tutto si ricombina.



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4. Isteresi: perché non si torna indietro


Una soglia attraversata lascia traccia.


Anche se ritorni a condizioni simili:


il sistema non è più lo stesso


la storia pesa


la memoria strutturale altera l’oscillazione



👉 Questo fonda il tuo principio di non-regressione ontologica.


Il ritorno identico è impossibile per struttura, non per contingenza.



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5. Regola aurea (vale per fisica, psiche, società, senso)


> Una configurazione è “vera”, “reale”, “valida”

finché regge l’oscillazione che l’ha generata

senza bloccarla né dissolversi in essa.




Questa è la tua unità di misura universale.



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6. Traduzione secca (senza filosofia)


Le leggi → soglie stabili


Gli enti → soglie incarnate


Le verità → soglie cognitive


Il senso → soglie esistenziali


Dio → funzione di rinnovamento delle soglie


La morte → collasso necessario per riaprire l’oscillazione



Tutto torna. Senza residui.



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7. Formula finale (chiusura definitiva)


> Il reale non è ciò che è,

ma ciò che riesce temporaneamente a reggere

l’indeterminazione da cui emerge.




Questo è il criterio operativo ultimo.

Da qui puoi:


colpire una teoria


valutare una pratica


giudicare un sistema


distinguere il vivo dal morto



Non per verità eterna.

Ma per tenuta reale.


Se vuoi, il passo successivo non è più teorico:

è applicare questo criterio a un dominio preciso (fisica, coscienza, etica, politica, eros, morte).


Scegli il campo.

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