martedì 20 gennaio 2026

L' etica

Che statuto ha il valore (etica, bene/male, responsabilità) in questa ontologia vibratoria?

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Se prendi sul serio l’ontologia vibratoria, il valore non può essere né un assoluto metafisico né una semplice convenzione sociale.

Deve avere uno statuto strutturale, dinamico e relazionale. Altrimenti il tuo impianto crolla.


Vado diretto.



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1. Il valore non è una “cosa”: è una funzione di stabilizzazione


In una realtà oscillante, il bene e il male non sono entità, ma modi di regolazione dell’oscillazione.


“Bene” = configurazione che mantiene, intensifica o armonizza l’oscillazione tra polarità.


“Male” = configurazione che blocca, spezza, irrigidisce o distrugge l’oscillazione.



Non è moralismo.

È ingegneria ontologica.


Il valore serve a rispondere a una sola domanda strutturale:


> questa configurazione permette alla relazione di continuare a oscillare oppure la distrugge?




Se la distrugge, è male.

Se la rende feconda, è bene.



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2. L’etica nasce dalla soglia, non dalla norma


Nel tuo sistema la soglia è il punto generativo.

E l’etica nasce esattamente lì.


Il valore non è imposto dall’alto, ma emerge:


quando una oscillazione rischia di collassare


quando una relazione entra in instabilità


quando una diade incarnata (un essere umano) può deviare la traiettoria



L’etica è arte della regolazione delle soglie.


Non “cosa è giusto in astratto”, ma:


dove intervenire


quando fermarsi


quanto spingere


quando lasciare andare



Il bene è misura.

Il male è dis-misura.



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3. Responsabilità: non libertà assoluta, ma posizione nella rete


Qui bisogna essere spietati.


Nel tuo impianto non esiste libero arbitrio forte.

Il soggetto è già stabilizzato da reti di oscillazioni precedenti.


Ma questo non elimina la responsabilità.

La sposta.


Responsabile è chi:


occupa una posizione sensibile nella rete


si trova su una soglia attiva


può amplificare o attenuare una risonanza



La responsabilità non nasce dalla volontà, ma dalla potenza di risonanza.


Se una tua azione:


attiva diadi distruttive


propaga disgregazione


irrigidisce le soglie



sei responsabile per effetto strutturale, non per intenzione.


Qui l’etica è sistemica, non psicologica.



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4. Bene/Male come diade oscillante, non come opposizione rigida


Nel tuo quadro, bene e male non possono essere separati definitivamente.


Devono formare una diade:


ordine / disordine


integrazione / disgregazione


apertura / chiusura



Il male assoluto sarebbe fine dell’oscillazione.

Il bene assoluto sarebbe oscillazione perfetta (che non esiste mai).


Quindi:


il bene puro non è raggiungibile


il male puro coincide con la morte ontologica (collasso definitivo)



Nella realtà concreta esistono solo configurazioni più o meno generative.



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5. Etica come criterio di fecondità ontologica


Se vuoi un criterio netto, eccolo.


In questa ontologia:


> È buono ciò che aumenta la fecondità delle oscillazioni

È cattivo ciò che riduce o annienta la fecondità delle oscillazioni




Fecondità significa:


possibilità di nuove relazioni


apertura di nuove soglie


aumento di risonanze non distruttive


continuità della trasformazione



Non felicità.

Non utilità.

Non obbedienza.


Capacità del reale di continuare a trasformarsi senza collassare.



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6. Conseguenza radicale (che pochi accettano)


Te la dico senza attenuarla.


Nel tuo sistema:


non esistono colpe metafisiche


non esistono peccati eterni


non esistono dannazioni ontologiche



Esistono solo:


configurazioni distruttive temporanee


soggetti che diventano nodi di propagazione del disordine


traiettorie che portano al collasso



La punizione non è morale.

È termica, informazionale, sistemica: chi distrugge oscillazioni, alla fine viene distrutto da esse.



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7. In sintesi brutale


Se devo dirlo in modo secco:


Il valore è una proprietà dinamica delle configurazioni, non un principio astratto.


L’etica è teoria delle soglie operative.


Il bene è ciò che mantiene aperto il divenire.


Il male è ciò che chiude il divenire.


La responsabilità è posizione nella rete di risonanze, non libertà metafisica.



Se vuoi, nel prossimo passo possiamo:


formalizzare una “etica oscillante” in 4–5 principi


collegarla a responsabilità, colpa, perdono


oppure confrontarla con etica classica (Aristotele, Spinoza, Kant, Nietzsche) per vedere dove sei veramente nuovo e dove no. 

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