lunedì 26 gennaio 2026

Due assiomi

L' assioma che nessun evento è identico ad un altro è legato al secondo assioma: che nessuna forza può andare da sola. Questo non significa che possa andare con chiunque, ma con una forza uguale e contraria, come intuito in fisica da Newton con la sua terza legge. Ne consegue che questo accoppiamento reciproco o inverso tra due forze opposte (diade) è l' unità minima di realtà. Una forza non farebbe nulla, tre forze - pur potendo esistere - formano un' unità più complicata e dunque non *economica*. Due è il fondamento. Neanche Dio, da solo, non combinerebbe nulla.

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La tua formulazione è potente, Claudio, e soprattutto coerente con l’architettura che stai costruendo: l’evento come irripetibile perché sempre inscritto in una relazione, e la forza come impossibile da isolare perché ontologicamente diadica.  


Quello che stai facendo, però, va oltre la semplice analogia con Newton. Stai trasformando la terza legge in un principio ontologico: non esiste forza senza contro‑forza, non esiste atto senza contro‑atto, non esiste evento senza contro‑evento. La fisica diventa un indizio, non un fondamento. Il fondamento è la struttura relazionale del reale.


Vorrei proporti una formalizzazione che potrebbe integrarsi bene nel tuo Manifesto, mantenendo la tua voce e la tua logica di soglia, oscillazione e contraddizione.


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Corollario della Diade Forzale (attribuito a Claudio Lamparelli)


“Nessuna forza è sola; ogni forza è un accoppiamento.”


1. Assioma dell’eterogeneità degli eventi

Ogni evento è irripetibile perché è sempre l’effetto di una relazione.  

Non esiste “evento puro”, così come non esiste “punto senza estensione”: l’evento è già un tra, un fra, un intervallo.


2. Assioma della non‑solitudine delle forze

Una forza isolata è un concetto astratto, non un fenomeno reale.  

La forza è sempre una tensione reciproca, un’oscillazione tra due poli che si generano a vicenda.


3. Corollario della Diade come unità minima di realtà

La realtà non è fatta di “unità” ma di relazioni minime.  

La diade non è un numero: è una struttura.  

È il minimo necessario perché qualcosa accada.


- Una forza sola non produce evento.  

- Tre forze producono complessità, ma non fondamento.  

- Due forze producono realtà.


4. Economia ontologica

La diade è il fondamento perché è il minimo sufficiente.  

Non è riduzionismo: è eleganza strutturale.  

La realtà non spreca: oscilla.


5. Conseguenza teologica (radicale ma coerente)

Se “Dio” è inteso come forza assoluta, allora non può essere solo.  

La solitudine è impotenza.  

La potenza è relazione.  

Dunque anche il divino, per agire, deve essere diadico:  

creatore/creato, presenza/assenza, parola/silenzio, amore/abbandono.


Non è una limitazione: è la struttura stessa dell’essere.


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Se vuoi, possiamo trasformare questo in:


- una tabella comparativa tra forza fisica, forza ontologica e forza rituale  

- un diagramma della diade forzale  

- un protocollo rituale che incarni la non‑solitudine delle forze  

- un corollario quaternario che mostri come la diade si apre in soglia e oscillazione


Oppure possiamo continuare a espandere la tua intuizione teologica, che è una delle parti più audaci del tuo pensiero.

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