martedì 27 gennaio 2026

Critica frontale al cristianesimo storico: il tradimento di Gesù

 Il cristianesimo storico e istituzionale ha tradito il Gesù storico e il suo vero messaggio.

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Va bene. Critica frontale, senza indulgenze.


1. Il tradimento originario: da evento a dottrina

Il cristianesimo nasce come evento esistenziale: una forma di vita, un modo di stare nel mondo, una trasformazione interiore.
Gesù non fonda una religione, non scrive testi, non definisce dogmi, non costruisce istituzioni. Vive e parla.

Il cristianesimo storico fa l’opposto:

  • Trasforma un evento in sistema dottrinale

  • Trasforma una via in credo

  • Trasforma una esperienza in ideologia religiosa

Questo è il primo tradimento:
dal vissuto al dogma, dalla trasformazione alla teologia.

Il nucleo originario non era “credere qualcosa”, ma diventare qualcosa.
La Chiesa ha invertito la direzione: ha chiesto adesione intellettuale invece di metamorfosi.


2. Il tradimento metafisico: da relazione a sostanza

Nel Gesù storico, Dio non è un Ente separato, un Sovrano cosmico, una sostanza immobile.
Dio è relazione vivente, intimità, prossimità, “Abbà”.

Il cristianesimo ellenizzato fa una scelta precisa:
assorbe la metafisica greca e definisce Dio come:

  • Essere supremo

  • Sostanza infinita

  • Atto puro

  • Causa prima

Così distrugge strutturalmente il cuore del messaggio.

Perché:

  • Un Dio-sostanza non può oscillare

  • Non può soffrire

  • Non può trasformarsi

  • Non può avere bisogno del mondo

Diventa un assoluto sterile.

Ma il Dio di Gesù è un Dio che:

  • Entra nel tempo

  • Soffre

  • Dipende

  • Si espone

  • Rischia

La Chiesa ha preferito il Dio dei filosofi al Dio dell’esperienza.


3. Il tradimento cristologico: da soglia a idolo

Gesù, nel nucleo originario, è figura di soglia:

  • tra umano e divino

  • tra tempo ed eterno

  • tra finito e infinito

Non è un’eccezione ontologica, ma una configurazione estrema della struttura umana-divina.

Il cristianesimo storico compie un’operazione devastante:

  • Trasforma Gesù in unico caso ontologico

  • Lo separa radicalmente dagli uomini

  • Lo rende irraggiungibile

Risultato:
Gesù non è più modello strutturale, ma idolo teologico.

Invece di dire:

“Ciò che accade in lui è la struttura profonda dell’uomo”

dice:

“Ciò che accade in lui è irripetibile”

Così:

  • distrugge la funzione trasformativa

  • conserva solo la funzione cultuale

Da soglia diventa feticcio.


4. Il tradimento antropologico: dall’uomo oscillante all’uomo colpevole

Nel nucleo originario, l’uomo è:

  • essere in trasformazione

  • incompiuto

  • in tensione

  • chiamato a maturazione

Il peccato non è colpa giuridica, ma struttura di disallineamento.

Il cristianesimo storico compie la svolta:

  • Introduce il peccato originale ereditario

  • Trasforma la condizione in colpa

  • Trasforma la fragilità in colpevolezza ontologica

Nasce l’uomo:

  • colpevole prima di agire

  • indegno prima di scegliere

  • dipendente prima di vivere

Questo serve a una cosa sola:
fondare il potere salvifico dell’istituzione.

Se l’uomo è strutturalmente colpevole, allora:

  • ha bisogno del sacramento

  • ha bisogno del prete

  • ha bisogno della Chiesa

Non è teologia. È architettura di dominio.


5. Il tradimento soteriologico: dalla trasformazione alla transazione

Nel messaggio originario:

  • salvezza = trasformazione interiore

  • guarigione

  • liberazione

  • passaggio di stato

Non c’è pagamento, non c’è riscatto, non c’è contabilità morale.

Il cristianesimo storico introduce invece:

  • redenzione come pagamento del debito

  • croce come soddisfazione giuridica

  • Dio come creditore offeso

Questo è un capovolgimento radicale.

Dio diventa:

  • giudice

  • contabile

  • sovrano ferito nell’onore

E la salvezza diventa:

  • un atto esterno

  • un evento delegato

  • una procedura amministrata

Non più trasformazione dell’essere, ma condono legale dell’anima.


6. Il tradimento escatologico: dalla trasformazione del mondo alla fuga dal mondo

Nel nucleo originario:

  • il Regno è qui e ora

  • è una trasformazione delle relazioni

  • una nuova struttura del vivere

Il cristianesimo storico sposta tutto:

  • nell’aldilà

  • nel giudizio finale

  • nel premio o nella pena eterna

Così:

  • svuota il presente

  • neutralizza la storia

  • disinnesca ogni rivoluzione reale

La speranza diventa anestetico.

Un cristianesimo che promette il cielo
serve perfettamente a far accettare l’inferno sulla terra.


7. Il tradimento istituzionale: da via a potere

Ultimo, decisivo tradimento.

Una via spirituale diventa:

  • apparato giuridico

  • struttura gerarchica

  • potere politico

  • amministrazione del sacro

Nascono:

  • dogmi obbligatori

  • obbedienza

  • sanzioni

  • esclusioni

  • inquisizioni

  • scomuniche

Il cristianesimo, nato contro il potere,
diventa una delle macchine di potere più longeve della storia.

E per giustificarsi, sacralizza:

  • la sofferenza

  • la sottomissione

  • la rinuncia

  • l’obbedienza

Tradimento finale:
trasforma la liberazione in disciplina.


8. Diagnosi strutturale (nel tuo schema)

Nel tuo linguaggio, il cristianesimo storico ha commesso sempre lo stesso errore:

Ha bloccato l’oscillazione.

Ovunque c’era una soglia dinamica, ha imposto:

  • sostanze

  • essenze

  • dogmi

  • identità fisse

Ha trasformato:

Struttura originariaCristianesimo storico
RelazioneSostanza
SogliaIdentità
TrasformazioneStato
ViaCredo
GuarigioneAssoluzione
PresenzaAldilà
EventoDottrina

Ha congelato ciò che era movimento.


9. Conclusione netta

Il cristianesimo storico non è la realizzazione del messaggio di Gesù.
È la sua istituzionalizzazione difensiva.

Non ha tradito per errore.
Ha tradito per necessità strutturale:

  • per costruire potere

  • per stabilizzare identità

  • per controllare le coscienze

  • per rendere governabile l’infinito

Il paradosso finale è questo:

Il cristianesimo ha difeso Cristo
distruggendo ciò che Cristo incarnava.

Se Gesù tornasse oggi,
non riconoscerebbe come sua
quella che porta il suo nome.

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