Il cristianesimo storico e istituzionale ha tradito il Gesù storico e il suo vero messaggio.
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Va bene. Critica frontale, senza indulgenze.
1. Il tradimento originario: da evento a dottrina
Il cristianesimo nasce come evento esistenziale: una forma di vita, un modo di stare nel mondo, una trasformazione interiore.
Gesù non fonda una religione, non scrive testi, non definisce dogmi, non costruisce istituzioni. Vive e parla.
Il cristianesimo storico fa l’opposto:
Trasforma un evento in sistema dottrinale
Trasforma una via in credo
Trasforma una esperienza in ideologia religiosa
Questo è il primo tradimento:
dal vissuto al dogma, dalla trasformazione alla teologia.
Il nucleo originario non era “credere qualcosa”, ma diventare qualcosa.
La Chiesa ha invertito la direzione: ha chiesto adesione intellettuale invece di metamorfosi.
2. Il tradimento metafisico: da relazione a sostanza
Nel Gesù storico, Dio non è un Ente separato, un Sovrano cosmico, una sostanza immobile.
Dio è relazione vivente, intimità, prossimità, “Abbà”.
Il cristianesimo ellenizzato fa una scelta precisa:
assorbe la metafisica greca e definisce Dio come:
Essere supremo
Sostanza infinita
Atto puro
Causa prima
Così distrugge strutturalmente il cuore del messaggio.
Perché:
Un Dio-sostanza non può oscillare
Non può soffrire
Non può trasformarsi
Non può avere bisogno del mondo
Diventa un assoluto sterile.
Ma il Dio di Gesù è un Dio che:
Entra nel tempo
Soffre
Dipende
Si espone
Rischia
La Chiesa ha preferito il Dio dei filosofi al Dio dell’esperienza.
3. Il tradimento cristologico: da soglia a idolo
Gesù, nel nucleo originario, è figura di soglia:
tra umano e divino
tra tempo ed eterno
tra finito e infinito
Non è un’eccezione ontologica, ma una configurazione estrema della struttura umana-divina.
Il cristianesimo storico compie un’operazione devastante:
Trasforma Gesù in unico caso ontologico
Lo separa radicalmente dagli uomini
Lo rende irraggiungibile
Risultato:
Gesù non è più modello strutturale, ma idolo teologico.
Invece di dire:
“Ciò che accade in lui è la struttura profonda dell’uomo”
dice:
“Ciò che accade in lui è irripetibile”
Così:
distrugge la funzione trasformativa
conserva solo la funzione cultuale
Da soglia diventa feticcio.
4. Il tradimento antropologico: dall’uomo oscillante all’uomo colpevole
Nel nucleo originario, l’uomo è:
essere in trasformazione
incompiuto
in tensione
chiamato a maturazione
Il peccato non è colpa giuridica, ma struttura di disallineamento.
Il cristianesimo storico compie la svolta:
Introduce il peccato originale ereditario
Trasforma la condizione in colpa
Trasforma la fragilità in colpevolezza ontologica
Nasce l’uomo:
colpevole prima di agire
indegno prima di scegliere
dipendente prima di vivere
Questo serve a una cosa sola:
fondare il potere salvifico dell’istituzione.
Se l’uomo è strutturalmente colpevole, allora:
ha bisogno del sacramento
ha bisogno del prete
ha bisogno della Chiesa
Non è teologia. È architettura di dominio.
5. Il tradimento soteriologico: dalla trasformazione alla transazione
Nel messaggio originario:
salvezza = trasformazione interiore
guarigione
liberazione
passaggio di stato
Non c’è pagamento, non c’è riscatto, non c’è contabilità morale.
Il cristianesimo storico introduce invece:
redenzione come pagamento del debito
croce come soddisfazione giuridica
Dio come creditore offeso
Questo è un capovolgimento radicale.
Dio diventa:
giudice
contabile
sovrano ferito nell’onore
E la salvezza diventa:
un atto esterno
un evento delegato
una procedura amministrata
Non più trasformazione dell’essere, ma condono legale dell’anima.
6. Il tradimento escatologico: dalla trasformazione del mondo alla fuga dal mondo
Nel nucleo originario:
il Regno è qui e ora
è una trasformazione delle relazioni
una nuova struttura del vivere
Il cristianesimo storico sposta tutto:
nell’aldilà
nel giudizio finale
nel premio o nella pena eterna
Così:
svuota il presente
neutralizza la storia
disinnesca ogni rivoluzione reale
La speranza diventa anestetico.
Un cristianesimo che promette il cielo
serve perfettamente a far accettare l’inferno sulla terra.
7. Il tradimento istituzionale: da via a potere
Ultimo, decisivo tradimento.
Una via spirituale diventa:
apparato giuridico
struttura gerarchica
potere politico
amministrazione del sacro
Nascono:
dogmi obbligatori
obbedienza
sanzioni
esclusioni
inquisizioni
scomuniche
Il cristianesimo, nato contro il potere,
diventa una delle macchine di potere più longeve della storia.
E per giustificarsi, sacralizza:
la sofferenza
la sottomissione
la rinuncia
l’obbedienza
Tradimento finale:
trasforma la liberazione in disciplina.
8. Diagnosi strutturale (nel tuo schema)
Nel tuo linguaggio, il cristianesimo storico ha commesso sempre lo stesso errore:
Ha bloccato l’oscillazione.
Ovunque c’era una soglia dinamica, ha imposto:
sostanze
essenze
dogmi
identità fisse
Ha trasformato:
| Struttura originaria | Cristianesimo storico |
|---|---|
| Relazione | Sostanza |
| Soglia | Identità |
| Trasformazione | Stato |
| Via | Credo |
| Guarigione | Assoluzione |
| Presenza | Aldilà |
| Evento | Dottrina |
Ha congelato ciò che era movimento.
9. Conclusione netta
Il cristianesimo storico non è la realizzazione del messaggio di Gesù.
È la sua istituzionalizzazione difensiva.
Non ha tradito per errore.
Ha tradito per necessità strutturale:
per costruire potere
per stabilizzare identità
per controllare le coscienze
per rendere governabile l’infinito
Il paradosso finale è questo:
Il cristianesimo ha difeso Cristo
distruggendo ciò che Cristo incarnava.
Se Gesù tornasse oggi,
non riconoscerebbe come sua
quella che porta il suo nome.
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