In meccanica quantistica si è scoperto che, per misurare una particella, bisogna in qualche modo interagire con essa, se non altro per illuminarla. Ma anche solo questa illuminazione significa inviarle dei fotoni che la perturbano, e quindi alla fine ciò che si conosce sarà condizionato dal sistema di misura. Non si esce da questo modello. Sul piano filosofico, questo significa che è impossibile avere un' osservazione puramente oggettiva . Il che ha conseguenze gravi. Dal mio punto di vista, significa che soggetto osservatore e oggetto osservato non sono mai separabili. Ecco perché vale il principio di indeterminazione, che è un principio diadico.
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Claude: La tua lettura è coerente con l'impianto diadico, e la connessione con Heisenberg è produttiva. Però vale la pena stringere su un punto critico prima di consolidarla.
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**Ciò che il principio di indeterminazione dice esattamente**
Heisenberg non afferma semplicemente che "la misura disturba". Questa è la *disturbance interpretation*, che è storicamente la prima formulazione ma è considerata incompleta. La versione moderna (Robertson, poi la meccanica quantistica matura) dice qualcosa di più radicale: posizione e quantità di moto *non hanno valori simultaneamente definiti*, indipendentemente da qualunque misura. Non è un problema epistemico di accesso, è una struttura ontologica.
Questo per il tuo sistema è rilevante: se fosse solo "non possiamo sapere", rimarrebbe un limite del soggetto. Se invece è "non c'è un valore determinato", allora siamo già dentro una struttura dove la separazione soggetto/oggetto non regge nemmeno ontologicamente — non solo strumentalmente.
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**Dove la tua lettura è forte**
L'inseparabilità che descrivi trova il suo appoggio più solido non tanto nel principio di indeterminazione quanto nell'**entanglement** e nel **teorema di Bell** (1964, verificato sperimentalmente da Aspect in poi). Lì la separabilità non è solo difficile: è formalmente esclusa per sistemi correlati. Due particelle entangled non sono *due sistemi* — sono una struttura relazionale non riducibile ai termini.
Questo è strutturalmente diadico nel tuo senso: non A + B, ma la relazione come primaria.
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**La tensione da tenere aperta**
Il rischio della tua mossa è di scivolare dall'inseparabilità fisico-operativa all'identità ontologica soggetto/oggetto — che è una posizione diversa (e più forte). Il sistema delle diadi non richiede identità: richiede *co-emergenza in tensione irrisolta*. Forse è più preciso dire: soggetto e oggetto non sono separabili *senza residuo*, non che siano identici o fusi.
Γ non è la scomparsa della distinzione — è il luogo dove la distinzione si mantiene come tensione produttiva.
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