Entrare nella vita, comunque la si metta, è entrare in tensione. Pensate al feto, che era in ambiente protetto e viene di colpo espulso in un ambiente dove bisogna fare lo sforzo di respirare e mangiare, introdurre ed espellere: inevitabilmente si mette a piangere. Benvenuto in questo mondo! Sarà una lunga lotta fino alla fine. Anche morire non sarà quasi mai agevole. Non tutto sarà sofferenza. Ma tensione, sì. Perfino il piacere dovrà essere conquistato. Il concetto di "entrare in tensione " si sostanzia nelle strutture diadiche che nella loro differenza, nella loro asimmetria, producono dinamismo - proprio come la corrente elettrica nasce da una differenza di potenziale. Naturalmente questa tensione ontologica non è misurabile direttamente, ma è misurabile indirettamente dalle nostre forme di energia, fisiche e psichiche . Perché non ci dimentichiamo che vivere significa impiegare sforzi continui. Non puoi vivere a lungo nella quiete, nella calma, nella tranquillità. Devi essere più o meno teso, proprio come un arco. Ma, senza tensione, l' arco non può essere usato. Il problema è che gli umani , drogati dalle droghe naturali del corpo, non riescono mai a fare un vero bilancio delle gioie e dei dolori. E inseguono come cani da corsa, una finta lepre, cioè un' illusione.
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