lunedì 28 novembre 2022

L'antagonismo

 

Non c’è niente da fare. Finché il nostro modello di vita sarà basato sulla competizione e sull’ambizione, non ci sarà modo di avere un mondo di pace. Tutti lavorano per migliorare la propria condizione di vita alimentando il conflitto esterno, la guerra e la rivalità. Perfino lo sport si basa sull’antagonismo. Perfino la politica e la fede. Tutti vogliono avanzare, progredire, avere successo. Non cercano la verità, ciò che è, ma la prevalenza, l’importanza, il potere, il denaro, il risultato, il riconoscimento, il rafforzamento.

Stando così le cose, è inevitabile che il mondo sia sempre in guerra, sempre insoddisfatto, sempre sofferente.

La pace è la fine di questa ricerca e di questo sforzo, lo scioglimento dei vincoli e del conformismo, il dismettere la volontà di acquisizione. Perfino i discepoli di Gesù questionavano su chi fosse “il più grande” nel mondo e nel regno dei cieli. E Gesù li ammoniva a farsi umili e piccoli.

L’uomo è fatto così. È una scimmia che non sta mai ferma, che fugge da se stessa sospinta dal desiderio che crea lo spazio-tempo. Anche la ricerca della verità diventa l’ennesima fuga da ciò che è.

Vediamo in questi giorni di Campionato del mondo che cosa sia l’antagonismo e il nazionalismo. Si dà l’anima per un gol, ci si commuove per l’inno nazionale, si lotta per la prevalenza. Mancano solo le armi per fare una vera guerra.

Tutto è guerra, scontro, lotta per essere i primi, i più forti, i vincitori. Con le buone o con le cattive. E continuamente si passa alla guerra vera e propria, tanto che il mondo rischia la distruzione.

Gli uomini sono fatti così. Hanno una grande aggressività.

Il difetto è talmente evidente che si è inventato il mito della caduta dal paradiso terrestre, in seguito al quale gli uomini sarebbero decaduti. Ma è chiaro che è un mito creato a posteriori, proprio per giustificare tanta aggressività.

In realtà anche altri animali sono aggressivi, perché per vivere è necessario cacciare e mangiare altri esseri viventi. Quindi la vita si basa proprio sull’aggressione, sulla violenza, sull’uccisione. E questo non è un difetto, ma una necessità.

Inutilmente maestri come Gesù e Buddha invitano all’amore e alla compassione. Si tratta di appelli che possono essere accolti da alcuni individui, ma non dalla maggioranza.

Tutti devono mangiare e, per mangiare, devono uccidere e assimilare altri esseri viventi, animali e/o vegetali. Dunque, quello che sembra un difetto è un elemento costitutivo.

Se ci fosse un creatore, la colpa sarebbe sua. Sarebbe un Dio della violenza. Ma, per fortuna, non c’è una Volontà esterna al mondo. Il mondo si è costituito così perché in apparenza non c’era nessun’altra possibilità. Un po’ più buono o un po’ più cattivo, e non avrebbe potuto esistere.

Questo vuol dire che le due forze antagoniste presenti dappertutto e sotto varie forme (attrazione/repulsione, bene/male, alto/basso, amore/odio, crescere/diminuire, eccetera eccetera) devono restare in equilibrio. In parole povere, non può essere che il positivo prevalga definitivamente sul negativo. Come nella corrente elettrica. Senza uno  dei due poli, la corrente-vita non ci sarebbe.

D’altronde questo è evidente in tante istituzioni che predicano o fanno il bene. Non possono che produrre il male ed essere corrotte. Guardate la Chiesa cattolica, piena di pedofili e uomini avidi di potere e di denaro. Ma anche altrove è così.

Non appena fate il cosiddetto bene, fate il male. Lo confermano i pensatori taoisti e perfino un uomo contraddittorio come san Paolo: “Quando voglio fare il bene, il male è accanto a me”.

Perché?

Perché ci deve essere antagonismo.

Questa è una delle leggi della vita.

Nessun commento:

Posta un commento