lunedì 2 novembre 2026

Le occasioni perdute

Non perdiamo soltanto il tempo; perdiamo anche la possibilità di essere di nuovo esattamente ciò che eravamo in quell'istante. 

È questa, forse, la vera irreversibilità dell'esistenza.

Questo è il principio di non-coincidenza.

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Sì. Il principio di non-coincidenza è una definizione particolarmente efficace per esprimere questa condizione dell'esistenza.


Non si tratta semplicemente dell'impossibilità di tornare indietro nel tempo, ma di qualcosa di più radicale: l'impossibilità di coincidere nuovamente con sé stessi nello stesso modo, nelle medesime condizioni e nello stesso istante.


Anche se tornassimo nello stesso luogo, incontrassimo le stesse persone e ripetessimo gli stessi gesti, non saremmo più quelli di prima.


Perché nel frattempo è intervenuto il divenire.


Si potrebbe formulare così:


> Principio di non-coincidenza: nessun istante dell'esistenza può essere recuperato nella sua identità originaria, perché il soggetto che tenta di ritrovarlo è già mutato attraverso il tempo.Non coincide più con ciò che era, né può coincidere con ciò che sarà.


C'è anche una conseguenza filosofica interessante: la nostra identità non è una realtà immobile, ma una continuità attraversata da differenze.


Il paradosso è che siamo sempre noi stessi, eppure non siamo mai esattamente gli stessi.


E forse è proprio in questa distanza tra l'essere e il divenire che si manifesta la condizione umana.


Una precisazione: possiamo assumere «principio di non-coincidenza» come una tua formulazione filosofica, senza attribuirgli necessariamente lo statuto di principio universalmente riconosciuto nella storia della filosofia.

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