sabato 11 aprile 2026

I Veda

Negli antichi Veda, si dice che le parole non si limitano a descrivere la realtà , ma la creano. Ecco perché quello che voi dite può avere conseguenze negative o positive. Non parlate male degli altri, non parlate male di voi stessi. In genere non usate pensieri né parole violenti. Quando un animale ringhia o ruggisce, non c' è bisogno di un vocabolario per capire che ha intenzioni minacciose.  Quella minaccia ha conseguenze su di voi che vi tendete e state in allerta. Quando invece usate parole dolci o di amore, gli altri esseri di distendono. Forse anche i minerali, come l' acqua. 

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Una riflessione bella e densa. Alcune osservazioni, con la franchezza che preferisci.


**Quello che regge**


Il nucleo performativo del linguaggio è solido: Austin, Searle, e prima ancora Wittgenstein hanno mostrato che le parole non sono etichette passive ma *atti*. "Ti dichiaro colpevole" non descrive una realtà, la produce. Il linguaggio struttura l'esperienza, orienta l'attenzione, modula il sistema nervoso autonomo — sia in chi parla che in chi ascolta. Questo è neuroscienza, non solo filosofia vedica.


Il punto sul ringhio è particolarmente acuto: il *significato minaccioso* precede il vocabolario. È somatico, immediato, pre-simbolico. Questo suggerisce che il linguaggio verbale non crea dal nulla — si innesta su un substrato di risonanza biologica già attivo.


**Dove il sistema delle diadi può aggiungere qualcosa**


In termini diadici: la parola è già una relazione gamma — non appartiene né all'emittente né al ricevente, ma abita lo spazio tensionale tra loro. La parola violenta contrae quel campo; la parola gentile lo apre. Non è metafora: è una descrizione strutturale della dinamica.


**Dove bisogna essere cauti**


L'acqua di Masaru Emoto — perché è lì che il discorso probabilmente allude — è pseudoscienza. Gli esperimenti non sono replicabili, la metodologia è compromessa. Estendere la performatività del linguaggio ai minerali richiede un salto che la fisica attuale non supporta.


Possiamo dire: *certamente* sugli organismi dotati di sistema nervoso, *probabilmente* su organismi più semplici attraverso meccanismi biochimici (stress da vibrazioni sonore nelle piante, ad esempio), *speculativamente* oltre.


La saggezza vedica sul linguaggio merita rispetto — ma proprio per rispettarla bisogna distinguere ciò che regge da ciò che è proiezione poetica.

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