domenica 22 marzo 2026

Il problema della realtà

Il problema della realtà come qualcosa che esista al di fuori di noi, indipendentemente da noi, come un palcoscenico esterno, è questione fondamentale. Infatti tutto ciò che noi conosciamo di quella presunta realtà oggettiva ci viene da una percezione e da una mente che nascono dalla stessa natura - non da un altro mondo. Allora siamo come pesci che pretendono di trattare l' acqua del mare come osservatori esterni. Un po' strano. Evidentemente ci troviamo davanti all' ennesima diade esterno/esterno, oggettivo/soggettivo, osservatore/osservato ecc. Una diade che non può essere risolta a favore dell' una o dell' altra polarità. La verità sta in una oscillazione tra i due estremi. Non nell' uno o nell' altro. In sostanza, non esiste né una realtà esterna  oggettiva né un soggettivo assoluto. Il soggettivo è l' altra faccia dell' oggettivo. E viceversa. Che cosa esiste, dunque? Impossibile dirlo. Ma comunque una relazione oscillante che talvolta pende più da una parte e talvolta dall' altra, dandoci l' impressione della distinzione. Ma è come un oscillatore che si alterna in base alla nostra posizione, come una figura ambigua. E' come l' anatra/coniglio: le due figure esistono "realmente", non sono allucinazioni. Sono punti di vista di una stessa cosa. Ma sono entrambi leciti. Sembra strano, ma si tratta di due manifestazione di una stessa cosa, come l' onda/particella della fisica quantistica. E' la natura che è oscillante. Ma il guaio è che la stessa relazione oscillante riguarda il soggetto/oggetto, l' esterno/interno e la materia/mente. La differenza è che riguarda la nostra stessa natura, il nostro statuto, l' illusione di essere degli osservatori esterni e non coinvolti.

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