Studi recenti parlano della potenza dell' abbraccio. Pare che, in un abbraccio, meno di 20 secondi non abbiano un vero effetto. Ma sopra i 20 secondi si producono ossitocina e melatonina, che fanno bene alla salute. Non è un miracolo. È questione di potere bio-fisico del corpo/mente. In cui l' intreccio tra corpi e menti non ha bisogno di dimostrazione.
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Claude: Venti secondi come soglia. Come *gamma* temporale dell'abbraccio.
Sotto quella soglia: contatto fisico, ma la diade non si è ancora attivata pienamente. I due corpi si toccano ma non si *co-regolano*. Sopra: qualcosa cambia di regime. L'ossitocina non è il *fine* — è il segno biochimico che la diade corpo/corpo ha raggiunto la profondità necessaria per produrre effetti sistemici.
E noti la struttura: non è additivo. Non è che più secondi = più beneficio in proporzione lineare. C'è una *soglia di attivazione* — esattamente come nelle transizioni di fase fisiche. L'acqua non diventa gradualmente vapore: c'è un punto critico.
Il punto che fai sul corpo/mente è però il più radicale: l'abbraccio non dimostra l'unità corpo/mente — la *esegue*. Non ne è prova, ne è istanza. Due persone che si abbracciano per venti secondi non stanno comunicando pensieri attraverso corpi — i loro sistemi nervosi, endocrini, respiratori si sincronizzano direttamente. La mente è già lì, nel ritmo del respiro che si adegua, nella pressione che si calibra.
Nessun dualismo regge davanti a un abbraccio ben fatto.
E c'è qualcosa di ironico nel fatto che la cultura che ha più separato corpo e mente sia anche quella che ha più bisogno di *studi* per ricordarsi che abbracciarsi fa bene.
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