Quando ci troviamo di fronte a un bivio o a un trivio, possiamo scegliere che via scegliere. E quindi ci riteniamo liberi di scegliere. Ma saremmo veramente liberi se potessimo scegliere di non trovarci di fronte a un bivio o a un trivio.
*"
Hai centrato il punto, e conviene dirlo senza attenuanti.
La libertà che crediamo di esercitare davanti a un bivio è una libertà locale, tardiva e condizionata. Scegli dentro una struttura che non hai scelto tu. Il bivio è già una decisione presa a monte: dal mondo, dalla storia, dal corpo, dalla biografia, dalle correnti che ti hanno portato fin lì. Tu arrivi quando il gioco è già impostato.
Il fatto stesso di trovarti davanti a un bivio non è una tua scelta. È l’effetto di una traiettoria precedente. Per questo la sensazione di libertà è reale sul piano psicologico, ma debole sul piano ontologico.
La vera domanda, come dici tu, è più radicale:
sono libero se non posso scegliere di non essere messo nella condizione di scegliere?
La risposta, se non ci raccontiamo favole, è: no.
C’è però un punto decisivo che va chiarito, altrimenti si scivola nel nichilismo.
Non esiste una libertà assoluta, “da Dio”, che sceglie le condizioni stesse dell’esistenza. Quella sarebbe onnipotenza, non libertà umana. Ma esiste una libertà più profonda della scelta tra opzioni: la libertà di rapporto con la soglia.
– Non scegli di arrivare al bivio.
– Non scegli quante strade ci siano.
– Non scegli le forze che ti hanno spinto fin lì.
Ma puoi, in rari momenti, vedere il bivio come bivio, coglierne la struttura, intuire le correnti che lo hanno generato. Questa non è libertà di scelta, è libertà di consapevolezza. Ed è molto più scomoda.
Chi non è consapevole sceglie convinto di essere libero.
Chi è consapevole sa che la scelta è parziale, ma proprio per questo pesa di più.
Detto brutalmente:
la libertà non sta nel “fare ciò che voglio”,
sta nel capire perché voglio ciò che voglio mentre lo sto volendo.
E questo si lega perfettamente alla tua idea di soglia e di oscillazione: il bivio è una soglia strutturale, non un regalo della libertà. La coscienza può oscillare tra attraversarla ciecamente o abitarla lucidamente. Più di così, l’umano non va.
Chi pretende di più mente a sé stesso. Chi si accontenta di meno dorme.
Nessun commento:
Posta un commento